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«Mafia del Vallone», chiesta pioggia di condanne

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Mussomeli – Trema la «mafia del Vallone». Sì, perché secondo gli stessi inquirenti è il mandamento di Mussomeli che questa inchiesta avrebbe colpito al cuore. E adesso, la procura ha chiesto una pioggia di condanne.

Quindici, per l’esattezza, quelle che sono state avanzate dai pm di Caltanissetta, nel processo con ritto abbreviato legato al blitz su mafia, droga e pizzo «Gallododro».

La condanna più severa è stata chiesta per cinquantanovenne di Campofranco, Claudio Rino Di Leo, con 20 anni di carcere e la confisca dell’autocarrozzeria; pene differenti per due fratelli di Mussomeli, il trentanovenne Antonino Lattuca con12 anni e  6 anni per il ventiseienne Alexander Giulio Lattuca; 9 gli anni per il trentasettenne di Mussomeli, Giovanni Siragusa;  per due vallelunghesi, il cinquantasettenne Vincenzo Insinna e il quarantottenne Pietro Antonio Baudo, sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi ciascuno; 10 gli anni per il quarantenne  di Canicattì, Domenico Avarello; 2 anni e 10 mesi per il sessantenne di Cammarata,  Vito De Maria; 16 anni per il cinquantunenne Calogero Maurizio Di Vita ritenuto personaggio di spicco di Cosa nostra a San Cataldo; sono 9 gli anni il quarantunenne di Cammarata, Domenico Mangiapane; 14 anni a testa per il quarantasettenne di San Cataldo, Vincenzo Scalzo e il quarantunenne di Palermo, Francesco Pollara; chiesti 2 anni e 6 mesi  per il quarantaseienne di Favara, Giovanni Valenti;  4 gli anni per il cinquantasettenne di Cammarata, Filippo Cacciatore; 3 anni per il cinquantaquattrenne di San Giovanni Gemini, Maurizio Matraxia-

Mentre trentenne di Mussomeli, Alessandro Centinaro – assistito dall’avvocato Pietro Sorce –  ha chiesto in precedenza  di patteggiare la pena a 2 anni e 4 mesi.

Questo il quadro che la procura ha prospettato al gip Gigi Omar Modica che sarà chiamato successivamente a pronunciarsi nei confronti degli imputati accusati a vario titolo, di associazione mafiosa,  associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, armi e  rapina.

Questa non è la sola tranche in itinere. Ve n’è un’altra legata a un paio di omicidi nell’area del Vallone, in particolare a Montedoro e Milena.

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