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Mafia, droga e pizzo nel Nisseno: processo per «nuovo boss e fiancheggiatori»

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Caltanissetta – Processo per il presunto nuovo reggente della famiglia mafiosa di Caltanissetta. Per lui e presunti fiancheggiatori con un ruolo più o meno di spessore all’interno dell’organizzazione o, altri, nello smercio di droga.

Questo lo scenario complessivo al centro dell’inchiesta antimafia della squadra mobile, nome in codice «Bella vita», per cui adesso in dieci sono stati rinviati a giudizio, mentre un undicesimo imputato ha scelto di patteggiare, così da saltare il dibattimento.

Saranno processati in tribunale, a partire da settembre, il quarantatreenne nisseno Carmelo Antonio Bontempo ritenuto il nuovo capo di Cosa nostra a Caltanissetta. Secondo gli inquirenti avrebbe approfittato di un vuoto di potere, frutto delle diverse operazioni antimafia messe a segno dalle forze di polizia.

A giudizio andranno anche il quarantaduenne Giuseppe Polizzi,  il quarantaduenne Michele Amico,  il quarantaquattrenne Giovanni Puzzanghera,  il quarantasettenne Francesco Zappia,  il quarantatreenne Fabio Meli,  il quarantatreenne Massimiliano Iorio il trentacinquenne Giovanni Vinciguerra,  il trentottenne Ernesto Mirandi e il quarantaduenne Michele Todaro, quest’ultimo da estorto ad accusato di favoreggiamento.

I dieci – difesi dagli avvocati Danilo Tipo, Ernesto Brivido, Davide Anzalone, Sergio Iacona , Walter Tesauro, Maria Francesca Assennato e Boris Pastorello – sono accusati,  a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni, associazione finalizzata allo spaccio e singoli episodi di vendita di droga.

Il solo a patteggiare la pena è stato il ventottenne nisseno Mario Ragusa – assistito dall’avvocato Giuseppe Dacquì – con sei mesi di reclusione. A lui è stato contestato il solo reato di spaccio di droga concentrato nell’arco di quattro mesi.

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