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Mafia e pizzo: condannata «donna boss», il fratello e il nipote

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Riesi – Condannata donna di boss di Riesi. Colpevoli anche il fratello e il nipote. Tutti finiti al centro dell’inchiesta antimafia dei carabinieri ribattezzata «De Reditu» che nel luglio del 2018 ha fatto scattare qualcosa come venticinque arresti, di cui venti in carcere, per mafia, pizzo, omicidi e droga.

E tutti, adesso, concordandola con la procura generale rappresentata  dal sostituto pg , Gaetano Bono, hanno ottenuto uno sconto di pena rispetto al primo grado del giudizio.

Lei, la sessantanovenne riesina Maria Catena Cammarata, ritenuta a capo del clan insieme ai fratelli ormai da diverso tempo sottosposti al “carcere duro”,  è stata condannata adesso a 8 anni e mezzo, mentre nel precedente grado del giudizio ha rimediato diciotto anni per mafia e per richieste estorsive al titolare di un’impresa agricola.

Il fratello il boss sessantaduenne Francesco Cammarata, ha concordato, in continuazione con una precedente sentenza, 10 anni e 8 mesi di carcere –   rispetto ai sedici anni che gli sono stati inflitti dal tribunale nel giugno di un anno fa – per estorsione.

Il nipote di colei che è stata ribattezzata la “signora di Cosa nostra”, il quarantaseienne Giuseppe Cammarata – figlio del fratello Vincenzo di Maria Catena – ne è uscito adesso con 8 anni e 6 mesi di carcere per mafia e pizzo, mentre nel precedente passaggio in aula gli sono stati comminati tredici anni.

Chiude il quadro un quarto imputato, l’ottantaduenne di Riesi, Giuseppe Di Garbo condannato a 11 anni di reclusione – a fronte dei precedenti diciotto anni – per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio di stupefacenti.

In più dovranno risarcire anche le parti civili, ossia la «Cantina La Vite sca» di Riesi – assistita dagli avvocati Oriana Limuti e Giuseppe Trigona – che avrebbe versato quindicimila euro l’anno di pizzo e in questo caso interessa il solo Francesco Cammarata, mentre tutti e quattro – assistiti dagli avvocati Carmelo Terranova, Danilo Tipo, Vincenzo Vitello, Flavio Sinatra e Giada Faraci  – dovranno indennizzare  il Comune di Riesi  – assistito dall’avvocato Annalisa Petitto – a cui era stata riconosciuta pure una provvisionale.

Questa è stata la sentenza emessa dalla corte d’Appello di Caltanissetta presieduta da Maria Carmela Giannazzo (consiglieri Alessandra Giunta e Giuseppe Tripi).

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