Home Cronaca Mamma a 68 anni. Ana Obregon sconvolge la Spagna

Mamma a 68 anni. Ana Obregon sconvolge la Spagna

437 views
0

Roma –  Il caso di Ana Obregon, mamma a 68 anni con la maternità surrogata, riaccende il dibattito in Spagna su questa tecnica di procreazione assistita. Il governo è stato molto chiaro sulla posizione: “È una forma di violenza contro le donne”. Lo hanno sottolineato i ministri delle Pari opportunità, Irene Montero (Podemos), e delle Finanze, Maria Jesus Montero (Psoe), intercettate nel corridoio del Congresso sul caso dell’attrice, che nel 2020 aveva perso un figlio di 27 anni per un tumore. “È una pratica non legale in Spagna, riconosciuta legalmente nel nostro Paese come una forma di violenza contro le donne”, ha detto ai giornalisti il ministro delle Pari opportunità. Irene Montero ha anche chiesto di non dimenticare “la realtà di queste donne precarie e a rischio povertà”. La polemica è scoppiata dopo che una rivista di gossip, Hello!, ha pubblicato in copertina una foto dell’attrice e conduttrice televisiva che lascia un ospedale di Miami con la bambina in braccio. Obregon ha confermato la notizia sul suo account Instagram.

“È arrivata una luce piena d’amore nella mia oscurità. Non sarò mai più sola, vivo di nuovo”, ha scritto sul social l’attrice. “Mi è parsa un’immagine dantesca”, ha contestato Pilar Alegria, ministro dell’Istruzione e portavoce del Partito socialista del premier, Pedro Sanchez. “Questo si chiama utero in affitto, non gravidanza surrogata”.

L’opposizione a destra è apparsa più aperta al dibattito: la questione “merita un dibattito profondo e sereno, perché tocca molte questioni morali, etiche e religiose”, ha osservato Cuca Gamarra, ‘numero due’ del Partito popolare, dove sono convinti che la ‘linea rossa’ è che la maternità surrogata sia a pagamento. La maternità surrogata, a pagamento o altruistica, è illegale in Spagna dal 2006. La legislazione spagnola autorizza, invece, l’iscrizione all’anagrafe dei figli nati per maternità surrogata all’estero a condizione che venga presentata “una sentenza giudiziaria emessa da un tribunale competente” del Paese in questione che stabilisca il rapporto filiale.

Tra l’altro, la maternità surrogata è stata inserita tra le “manifestazioni di violenza contro le donne” in una legge sull’aborto approvata lo scorso febbraio, che vieta anche ogni “pubblicità tramite agenzie di intermediazione“. Durante la stesura della legge, il governo -tramite il Ministero delle Pari opportunità- era arrivato a ipotizzare che i genitori che vanno all’estero per avere figli tramite la maternità surrogata dovessero essere perseguiti penalmente con l’arresto, anche se avevano firmato contratti in Paesi in cui era legale.

Ti è piaciuto questo post?

Clicca sulle stelline per dare un voto!

Average rating 5 / 5. Vote count: 1

Vota per primo questo articolo

Condividi