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Mussomeli, si è insediato il nuovo arciprete

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Mussomeli – “Adesso Mussomeli scuse non ne ha più perchè il parroco più anziano presente a Mussomeli è appunto l’arciprete padre Achille”. Questa l’esortazione e il monito di Sua Eccellenza, monsignor Mario Russotto durante la celebrazione di insediamento del nuovo arciprete presso lo “splendido tempio della Chiesa Madre di Mussomeli”, tenutasi ieri alla presenza delle autorità civili, dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e della Congregazione di S. Pasquale -rappresentate dalle rispettive bandiere- e del clero locale insieme ad una nutrita rappresentanza di arcipreti del vallone. Hanno concelebrato con monsignor Russotto, padre Genco, il diacono Pierenzo Costanzo, il vicario del vescovo e il segretario. “Un giorno di festa” ha definito quello di ieri il vescovo e in effetti la comunità parrocchiale -e non solo- ha accolto molto festosamente l’arrivo del nuovo parroco, con un prolungato applauso a scena aperta a conclusione del suo saluto alla comunità. Che più che un arrivo può considerarsi un “ritorno” come lo stesso padre Achille ha detto durante il breve ma incisivo discorso a margine della celebrazione. Un ritorno quasi annunciato “profetizzato” da quanti lo hanno affiancato durante la sua prima esperienza a Mussomeli. E nondimeno in un quartiere adesso, che tanto gli ricorda la sua infanzia e la mamma che “recitava le preghiere con lo sguardo rivolto verso la Madrice”. Verso la Casa dove il nuovo arciprete spera di trascorrere “gli anni più fecondi” e che oggi spalanca le sue porte e accoglie il suo nuovo ministro. “Un ministro nella misura in cui si viva il proprio impegno con zelo e responsabilità”. Ma sempre e comunque “protempore” come ebbe a precisare monsignore durante l’omelia, con la consapevolezza che a far crescere è sempre il Signore, di cui non siamo che degli umili servitori. E dopo un accorato appello a prendersi cura dei giovani, di quei “ragazzi disperati che cercano testimoni di speranza”, l’augurio festoso del vescovo al “bellissimo paese” -che ha sempre voluto definire la “capitale del vallone”- di avere chiese sempre piene di giovani e ragazzi. Di giovani sposi. E ai preti: “Mai stancarsi di irrigare. Passare dalla casa di Dio a quella degli uomini, questa è la cosa importante da fare. Non per rimanerci ma per chinarsi e aiutare. E per pregare insieme”. Infine rivoltosi a padre Achille:”Sii perno di comunicazione, motore di collaborazione e condivisione di tutti i sacerdoti e i religiosi qui a Mussomeli per fare crescere ogni seme”. Incisivo il momento in cui padre Genco, con sincera serenità, ha donato a padre Achille e quindi alla comunità di Villalba “ricambiando il dono” una casula sacerdotale a suggello del rinnovato patto, divino e terreno. Lo ricordiamo, padre Pietro Genco ha ufficialmente salutato la sua comunità domenica scorsa durante la messa tenuta sempre alla presenza dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento e della Congregazione di S. Pasquale. Dopo tredici anni di servizio sacerdotale l’arciprete colto lascia la sua chiesa. Un prete che ha saputo obbedire senza tuttavia piegarsi.

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