Caltanissetta – Scacciata l’ombra del sospetto scesa su una giovane madre. Sì, perché non ha alcuna responsabilità per la morte della sua figlioletta. E se inizialmente è stata indagata dalla procura di Caltanissetta, adesso sono stati gli stessi uffici a chiedere l’archiviazione.
E , dopo due anni, così è stato per una madre ventiseienne di Riesi – assistita dagli avvocati Vincenzo Vitello e Adriana Vella – il cui nome era finito nel registro delle notizie di reato per omissione di soccorso aggravata.
Il gip Santi Bologna ha accolto la richiesta della pm Vera Giordano, disponendo l’archiviazione del procedimento per «infondatezza della notizia di reato». Si chiude così un capitolo doloroso per la madre ventiseienne, rimasta per ventiquattro mesi sotto il peso di un sospetto che si era aggiunto al dramma per la perdita della figlia di appena un mese.
La tragedia risale al 25 maggio di due anni fa. Secondo il racconto della madre, la neonata si trovava nella culla quando ha mostrato metà del volto oscurato e alcune gocce di sangue dal naso. In preda al panico, la donna avrebbe tenuto in braccio la piccola – ormai priva di sensi – per quasi un’ora prima di allertare i soccorsi.
Proprio questo lasso di tempo, visto inizialmente dagli inquirenti come un ritardo fatale, aveva gettato pesanti ombre sulla condotta della giovane. Per la teoria accusatoria iniziale, quel tempo perso si sarebbe rivelato decisivo.
A scacciare i sospetti è stata l’autopsia sul corpicino della lattante. I consulenti nominati dalla procura di Caltanissetta – il medico legale Cataldo Raffino, l’anatomopatologo Giovanni Bartoloni e il tossicologo Pietro Zuccarello – hanno stabilito che li motivi del decesso sono legati a una causa patologica naturale, un caso di “sids”, ossia morte improvvisa e inaspettata del lattante.
I consulenti hanno pure chiarito il punto nodale della difesa, escludendo qualsiasi legame tra la condotta della donna e la tragedia, concludendo che sebbene la madre sia rimasta «inerte sotto il profilo assistenziale» a causa dello choc, «nulla tuttavia si poteva fare in termini di sopravvivenza».






























