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No agli sprechi d’acqua, oltre un migliaio le presenze nella tappa nissena della campagna di sensibilizzazione

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Caltanissetta – «Se mancherà l’Acqua sarà anche colpa nostra. Non sprechiamola». Questo lo slogan che ha accompagnato la campagna di sensibilizzazione, informazione ed  educazione a cura della regione siciliana sull’uso consapevole dell’acqua.

Un truck ha fatto tappa a Caltanissetta – per una delle quattro previste in Sicilia –  attrezzato con tecnologia «vr» schermi touch così da apprendere meglio come risparmiare acqua e anche attraverso giochi a tema. E sono state oltre un migliaio le presenze in corso Umberto tra studenti e cittadini.

«Siamo molto entusiasti dei risultati della nostra campagna a Caltanissetta  – ha osservato Sabrina Gaeta, referente per gli eventi legati al progetto – con un’affluenza di studenti e cittadini che ha fatto registrare il tutto esaurito in due giorni. Abbiamo cercato di soddisfare la grande richiesta di partecipazione da parte delle scolaresche e dei giovani che sono sempre più sensibili e ricettivi a questo modello di campagne legate all’educazione civica e ambientale a tutela di un bene prezioso come l’acqua – è andata avanti –  #Risparmialacqua  nasce per promuovere i consumi intelligenti, che contribuiscono al contrasto degli sprechi, e per sensibilizzare gli studenti, cittadini di domani, affinché possano guardare avanti in tema di politiche idriche ed ambientali… vogliamo portare avanti l’educazione al risparmio dell’acqua che come è noto è un bene non infinito».

Il progetto #Risparmialacqua è stato promosso dal dipartimento dell’acqua e dei rifiuti della Regione Siciliana e cofinanziato dall’Unione europea e «ha l’obiettivo – è stato spiegato – di diffondere un consumo responsabile dell’acqua, creando processi atti a migliorare la consultazione, la partecipazione consapevole dei cittadini-utenti e il dialogo con il pubblico, in modo da ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini… ma si punta anche – è stato ribadito – a favorire un forte processo di mutamento degli stili di vita e dei modelli attuali di consumo e comportamento, individuati come causa primaria dei danni arrecati all’ambiente».

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