Bompensiere, Tar boccia ricorso dell’ex amministrazione: resta decaduta per il rischio d’infiltrazioni mafiose

Bompensiere – Bocciato il ricorso al Tar presentato da ex sindaco, giunta e consiglio comunale di Bompensiere che oltre un anno fa sono stati dichiarati decaduti per il pericolo d’infiltrazioni mafiose.

I tribunale amministrativo del Lazio ha considerato che i fatti al centro dello scioglimento del consiglio comunale di Bompensiere «valutati non atomisticamente ma nel loro insieme, costituivano un quadro indiziario più che sufficiente a condurre all’adozione della misura dissolutoria».

Gli stesi giudici avrebbero rilevato che «intercorrono legami di parentela tra taluni amministratori dell’ente comunale,  compreso il sindaco, ed esponenti legati alla criminalità mafiosa». Aspetto che dimostrerebbe l’esistenza, secondo la sentenza «del condizionamento o collegamento con le consorterie criminali».
Lo stesso tribunale ha osservato che «le doglianze variamente espresse non inficiano le valutazioni espresse sulle anomalie riguardanti la gestione del rapporto di lavoro relativo a taluni dipendenti del Comune, che appaiono significative della presenza di un apparato amministrativo condizionato da elementi di collegamento con la criminalità organizzata e permeabile a logiche clientelari»

Gli stessi giudici avrebbero rilevato «la posizione di conflitto di interessi del sindaco, che, prima di svolgere l’incarico alla guida del Comune, ha avuto numerosi rapporti con il medesimo ente locale quale imprenditore e dopo l’assunzione della carica si è avvalso più volte di ditte a lui riconducibili, ovvero a propri familiari».

Sindaco, giunta e consiglio comunale di Bompensiere sono stati dichiarati deceduti nell’aprile dello scorso anno sula base di una relazione redatta dalla commissione interforze che ha passato ai raggi X tutti gli atti amministrativi del Comune dell’ultimo decennio.

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