«Comune di Bompensiere sciolto per mafia», voto rinviato: scattano altri 6mesi di gestione commissariale

Bompensiere -Prorogata, per altri sei mesi, la gestione commissariale comune di Bompensiere. A deliberarlo è stato il Consiglio dei ministri «per necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali», è stato motivato.

Così in paese non si andrà al voto. La tornata autunnale slitta almeno al 2020. Sì, perché la scadenza delle gestione commissariale, adesso, scadrà nell’aprile del prossimo anno.

Il Comune è sotto la gestione straordinaria da fine aprile dello scorso anno. E, dopo i diciotto mesi preventivati, è arrivata adesso la proroga di altri sei mesi.

Sì, perché lo scorso anno sono stati dichiarati decaduti sindaco, giunta e consiglio comunale per il pericolo d’infiltrazioni mafiose.

È stato rilevato da una commissione interforze coordinata dalla prefettura di Caltanissetta e che per tre mesi ha scandagliato tutti gli atti computi dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nell’ultimo decennio.

Peraltro, di recente, il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dall’ex sindaco di Bompensiere, Salvatore Gioacchino Losardo, dalla sua giunta e dal consiglio comunale.

Così da blindare quel teorema della commissione prefettizia, perché lo stesso tribunale amministrativo è giunto alla conclusione che non vi sarebbe «nessuna illegittimità nella procedura che portò allo scioglimento del Consiglio comunale di Bompensiere per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata.

Lo stesso ex sindaco aveva anche presentato una denuncia per calunnia contro ignoti in riferimento all’esposto anonimo che ha fatto scattare il blitz in municipio che poi, mesi dopo, è culminato nel definitivo sciogliete le righe di tutto l’apparato amministrativo comunale.

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