Costretta a prostituirsi dal compagno, nascose ai clienti di avere l’Hiv: ora lotta per riavere la figlioletta

Niscemi –  La sua storia, per certi versi, ricorda quella dell’«untore» di Roma. Ma ora il suo obiettivo principale è riavere la figlioletta che le è stata tolta per affidarla a una comunità. Perché lei, donna trentenne di origini rom, è stata arrestata perché si sarebbe prostituita – sotto costrizione del compagno niscemese – nascondendo ai clienti che sarebbe stata affetta da Hiv. Anche se la sua forma non sarebbe trasmissibile. E alla fine sia lei che il suo compagno, un disoccupato quarantenne di Niscemi, sono stati arrestati seppur con contestazioni totalmente differenti tra loro. Sì, perché la donna è accusata di lesioni gravi per non avere informato i clienti, mentre sull’uomo pende l’ipotesi di sfruttamento della prostituzione. Perché, secondo gli inquirenti, pur di sbarcare il lunario avrebbe costretto la sua compagna a concedersi a pagamento a clienti occasionali, anche quando era già in avanzato stato di gravidanza. È stata lei stessa, poi, a presentarsi ai carabinieri ed a raccontare tutto. Ora la donna, con tutte le sue forze, sta tentando di riavere la sua bambina che, attualmente, si trova affidata a una comunità minorile

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