Era un diplomificio», le condanne non sono più appellabili

Caltanissetta – È stata la Suprema Corte a cristallizzare quattro condanne per l’inchiesta legata a un sospetto “diplomificio”. Niente sconti – lo avevano già ottenuto in appello – per i vertici di un istituto paritario gelese finiti al centro della bufera.

Più in dettaglio, sono state confermate le condanne nei confronti di  Giuseppe Malfitano, Ernesto Calogero, Giovanni Rapidà ed Emanuele Cassarino. Con pene, per tutti di due anni e con il beneficio della sospensione. Mentre nel primo passaggio in aula erano state oscillanti da un minimo di tre anni a un massimo di quattro.

Tutti sono stati tirati in ballo dalla procura per i reati di truffa e falso. Mentre, per una questione temporale, non ha più retto l’ipotesi associativa.

La Cassazione, nel respingere adesso i ricorsi presentati dagli imputati, ha messo in ghiaccio il precedente pronunciamento.

Secono gli inquirenti sarebbero stati alterati documenti – in particolare i registri delle presenza alle lezioni – così da consentire agli studenti di affrontare esami finali in cui, peraltro, sempre per l’accusa, sarebbero stati facilitati.

Lascia un commento

Ricerca in Archivio per Categorie