Inguaiato da cane antidroga che fiutò la “roba” in casa sua, giovane si difende: non era cocaina

Lascia il carcere il giovane inguaiato da un cane antidroga che ha fiutato la “roba” in un’aiuola di casa sua. Gli sono stati concessi dal gup dopo l’udienza di convalida.

Il ventiseienne Riccardo Federico Ciulla – assistito dall’avvocato Danilo Tipo – s’è difeso fornendo una sua spiegazione in merito alla sostanza che gli è stata trovata in casa.

Per quanto riguarda gli oltre duecento grammi di hashish e mezzo grammo di marijuana ha sostenuto che le sostanze erano destinate al solo uso personale.

Mentre per i presunti cinque grammi di cocaina o poco meno rinvenuti sempre durante la stessa perquisizione domiciliare, il giovane ha sostenuto che non si tratta in realtà di “neve” ma di un’altra sostanza – la  lignocaina, un anestetico locale – che utilizzerebbe  per la sua attività di personal trainer. E in tal senso la difesa ha prodotto i documenti di acquisto.

La polizia, durante la perquisizione in casa del ragazzo, oltre alla droga ha scovato pure un bilancino di precisione e 420 ero, ritenuti frutto della presunta attività di spaccio.

Ma il sospetto pusher, nonostante la procura abbia chiesto la custodia cautelare in carcere, ha già lasciato la cella per tornare a casa in regime di domiciliari.

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