«Investimenti-truffa», ecco quanto prometteva il sociel network

Caltanissetta – Promettevano interessi da capogiro, fino a una rivalutazione di 777 volte rispetto al capitale iniziale. Particolari inediti che sono emersi tra le pieghe dell’inchiesta della guardia di finanza ribattezzata «Cashback».

Indagine che ha fatto scattare la denuncia dei tre responsabili del social network «Amicopolis» per le ipotesi di autoriciclaggio ed esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria.

I finanzieri, scavando a fondo, hanno scoperto diverse proposte di finanziamento sul sito in questione e che avrebbero promesso tassi d’interesse a dir poco da capogiro.

Sì, perché si sarebbe andati da un minimo del 135 per cento fino a ben oltre settecento volte la somma investita. Passando per un sistema che avrebbe indicato come «polis» una moneta in oro 18 carati, del peso di 8 grammi e mezzo e il relativo controvalore – stabilito dallo stesso social – sarebbe stato di poco superiore a 318 euro. Ossia l’unità d’investimento – ma anche multipli o frazioni – con diverse formule proposte alla clientela.

E in più, oltre a un rendimento  che secondo gli stessi finanzieri sarebbe stato fuori da ogni logica di mercato, la piattaforma avrebbe pure garantito il rimborso di quanto investito come capitale iniziale.

Nei conti della «Amicopolis» e di società collegate, pure quelle finite al centro del sequestro, sarebbero transitati, tra il 2 luglio 2014 e il 30 novembre 2018, oltre 7 milioni e mezzo di euro. Ma questo solo per operazioni eseguite sul territorio nazionale, esclusi gli investimenti dall’estero.

E non a caso solo già centinaia le denunce di truffa presentate, la maggior parte delle quali attraverso associazioni di consumatori.

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