La tragedia del 118, l’esperto: colpa del pilota automatico

Sarebbe stato il malfunzionamento del pilota automatico a causare la tragedia del 118. Mentre a uccidere il copilota sarebbe stata una paratia staccatasi d’improvviso.

Questa, per linee generali, la chiave di lettura che l’esperto nominato dalla difesa avrebbe fornito per spiegare le ragioni del drammatico incidente dell’eliambulanza che poco meno di otto anni fa ha causato il decesso del pilota in seconda del velivolo, il quarantaquattrenne Sergio Torre.

Nello stesso frangente sono rimasti feriti una anestesista di Enna, un infermiere nisseno – ora parte civile –  e la paziente che stavano trasferendo all’ospedale di Messina.

E sul banco degli imputati, per tutto questo, è stato chiamato il primo pilota dell’elisoccorso precipitato al suolo, il cinquantenne Luca Troja – assistito dall’avvocato Gildo Ursini – finito sotto accusa per rispondere di omicidio colposo e lesioni colpose aggravate.

Il consulente tecnico nominato dalla difesa ha dedotto che il pilota automatico non avrebbe funzionato così da provocare l’incidente.

E, secondo  lo stesso esperto, il pilota sarebbe riuscito poi a recuperare la situazione evitando che il bilancio della sciagura divenisse ancor più pesante.

Sì, perché l’eliambulanza – era la mattina del 9 novembre 2011- eè partita dall’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per trasferire una paziente a Messina.

Quel giorno le condizioni meteo erano particolarmente avverse. All’altezza della campagne di Mineo l’elica  posteriore dell’elicottero avrebbe toccato un albero ed a quel punto sarebbe precipitato al suolo.

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