L’astensione deresponsabilizza i colpevoli, col voto chiediamo conto e ragione delle magagne di chi ci amministra

MUSSOMELI – Disertare le urne, come auspicato dal “Comitato Viabilità Negata nel Vallone”,  in una competizione elettorale come le europee dove la circoscrizione elettorale conta quasi sei milioni di elettori, sarebbe come levare un isolato grido di protesta contro i cori in uno stadio con 80mila persone. Inoltre, anche se ci fosse il clamore mediatico sperato, abbiamo imparato che i riflettori di telecamere e le ribalte di rotocalchi e talk show che pur non sono mancate nel recente e recentissimo passato, non hanno dato soluzione. Infine questo rifiuto di uno degli ultimi e più importanti diritti che possiamo esercitare significherebbe avvantaggiare chi è stato un traditore, chi è venuto meno ai suoi doveri di amministrare in modo fattivo e proficuo.  Bisogna chiedere conto e ragione a chi ci governa, a ogni livello: comunale, regionale e nazionale. Ricordo che qualche movimento che con la protesta ha vissuto di rendita e oggi ci governa,  è riuscito a carpire la fiducia degli elettori mussomelesi, incamerando un bottino di oltre 3500 preferenze. Se si prende tanto bisogna dare tanto. Così non è stato. Qualche carrozzone o carroccio della politica ha poi sempre seguito la bussola, direzione nord,  mentre non “lega” con i bisogni del  sud e  del Vallone. Infine ci sono gli amministratori locali a stretto contatto con i cittadini e cionondimeno incapaci di farsi portavoce, trait d’union tra il territorio e i palazzi dove ci sono le stanze dei bottoni. Mussomeli è isolato, non solo in senso viario, ma anche e soprattutto, sopraffatta dall’incapacità e dal disinteresse di chi ci governa. L’ospedale che dovrebbe curare gli infermi è anch’esso un malato terminale, l’ufficio del Giudice di Pace ha chiuso, il centro storico crolla, il Comune è in dissesto, il paese si spopola, le strade sono inghiottire dagli abissi, il commercio è in crisi, le tasse sono alle stelle, il mercato immobiliare è al collasso. Di fronte a questo disastro una contumacia elettorale cui prodest? Certamente a chi si è reso colpevole di questo scempi che vedrà condonati  i propri errori nel calderone della generalizzazione e del qualunquismo.   L’astensione significa guardare dall’altra parte, ignorare il problema, assolvere i colpevoli, non dare un nome e un cognome a chi ci ha condotti nel baratro. Ricordo che il voto cosiddetto strutturato prolifica e si potenzia con la non partecipazione degli elettori. Il partito del non voto non è l’exit strategy: se non ci si assume il dovere di una scelta, si perde il diritto di critica.

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