Lesioni, armi e minacce: due gli arresti per condanne definitive

La giustizia ha presentato loro conto. Perché saldino il sospeso. E così in due, per fatti differenti,  sono stati arrestai dalla polizia.

Il primo è un ventunenne gelese, Davide Trubia, chiamato a scontare un cumulo di pene definitive per condanne rimediate in precedenza.

Più in dettaglio, il ragazzo deve espiare quattro mesi e venti giorni di reclusione, con il beneficio della detenzione domiciliare, perché riconosciuto colpevole  di lesioni aggravate e minacce.

Il secondo provvedimento restrittivo ha interessato il sessantunenne Rocco Russello, anch’egli gelese, che deve scontare la condanna a un anno perché pure lui riconosciuto colpevole, con sentenza divenuta ormai definitiva.

I reati a lui contestati e che gli sono costati adesso l’arresto sono di lesioni aggravate e porto illegale di oggetti atti a offendere.

In entrambe le circostanze i provvedimenti restrittivi sono stati emessi dall’ufficio esecuzioni penali del tribunale di Gela.

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