Premiazione concorso Anpi “Bella Ciao”. Primo posto per Maria Sofia Mancuso

MUSSOMELI – Nei primi giorni del mese di dicembre 2018, con scadenza al 31 gennaio 2019, l’Anpi “Bella Ciao” di Mussomeli ha pubblicato un bando di concorso, sull’art. 3 della costituzione italiana, indirizzato a tutte le scuole di ogni ordine e grado, invitando alla partecipazione alunni, docenti e dirigenti scolastici. L’invito formale e sostanziale è stato pubblicizzato anche sui social, sollecitando la più ampia partecipazione su un tema di fondamentale importanza quale quello espresso dall’art. 3 sulle libertà individuali, l’uguaglianza e la solidarietà.  All’invito hanno risposto gli alunni e le classi terze dell’Istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici”.

Martedì 26 marzo, alle ore 15.15, presso la sala conferenze “Paolo Emiliani Giudici” del plesso “Sac. G. Messina”, c’è la sta la proclamazione e premiazione dei vincitori del concorso e dei partecipanti allo stesso con la consegna di targhe, coppe e pergamene. All’evento erano presenti la prof.ssa Alessandra Camerota, dirigente scolastica dell’ICS “Paolo Emiliani Giudici”, il dott. Mario Difrancesco, presidente della commissione esaminatrice (gli altri due componenti della commissione erano il dott. Mario Ricotta e la dott.ssa Laura Carapezza), il prof. Tonino Calà, presidente della locale sezione Anpi “Bella Ciao” e alcuni componenti del direttivo della stessa: Mario Geraci, Francesco Amico, Salvatore Cardinale.

Il tema del concorso “Art. 3, tutti i cittadini sono liberi e uguali: la democrazia popolare, partecipata e solidale”, prevedeva diverse tipologie di partecipazione: sezione storico/documentale, sezione artistica, sezione espressiva, sezione arti visive e sezione video.

Di seguito i giudizi sui classificati espressi dalla commissione: “prima classificata, Maria Sofia Mancuso (3ͣ A del plesso “Sac. G. Messina” dell’Istituto comprensivo statale “Paolo Emiliani Giudici”). Per gli argomenti ampi ed articolati. L’elaborato offre un’analisi esaustiva del principio di uguaglianza. Non si dimentica, infatti, di ricordare come l’articolo 3 della Costituzione sancisca, al comma 1, l’uguaglianza formale, ossia l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge: “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” e, al comma 2, l’uguaglianza sostanziale, vale a dire una “uguaglianza di fatto” di tutti i cittadini, la cui garanzia è affidata allo Stato. Recita la disposizione: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che (…) impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Degna di nota, infine, la riflessione circa l’effettiva distanza tra il dettato della norma e il concreto rispetto del principio di uguaglianza nella vita di ogni giorno che, si legge dal testo dell’elaborato, “se applicato correttamente può migliorare molto le condizioni di coloro che vengono discriminati e allontanati ingiustamente nonostante gli sforzi della legge”. Seconde classificate: Miriam Antinoro e Desiree Mantio (3ͣ C del plesso “Padre Pino Puglisi” dell’Istituto comprensivo statale “Paolo Emiliani Giudici”). Per aver espresso delle considerazioni forti sul concetto di uguaglianza e diversità. Non sfugge alla commissione, in seconda istanza, la riflessione maturata dalle autrici dell’elaborato, sulla incapacità dell’uomo di cogliere la lezione impartita dal passato. L’articolo 3 della Costituzione, si osserva, dovrebbe rappresentare una netta rottura con gli eventi drammatici e sanguinari che hanno caratterizzato la nostra storia recente. Non si può fare a meno di cogliere negli interrogativi, posti in vari punti dell’elaborato, il desiderio di comprendere per quale motivo, nonostante gli sforzi e i passi avanti compiuti in tema di diritti e di uguaglianza, l’attualità ci consegni ancora storie di quotidiane discriminazioni. In chiusura, preme alla commissione giudicante rimarcare quanto detto poc’anzi. Riceve unanime valutazione positiva l’aver sottolineato come il concetto di uguaglianza passi necessariamente attraverso quello della diversità. “La diversità ci rende unici”, si legge in conclusione. Il senso dell’articolo 3 della Costituzione è proprio questo: non solo parità di trattamento, ma eliminazione di ogni ostacolo e garanzia di pari opportunità effettive per tutti. Terze classificate: Martina Bonfante, Francesca Camerota e Sara Camerota (3ͣ B del plesso “Padre Pino Puglisi” dell’Istituto comprensivo statale “Paolo Emiliani Giudici”). Per la capacità di esprimere sinteticamente i valori della democrazia. “Sii libero di esprimere le tue idee!”, è il messaggio che si legge osservando l’illustrazione. Libertà che prende forma e dà vita ad un circuito virtuoso di pensieri e opinioni che si arricchiscono di nuovo significato nel dialogo con altri soggetti. Il lavoro – che è proprio il frutto della collaborazione di più ragazze – è esso stesso la prova che dal confronto costruttivo di più persone, poste in una condizione di uguaglianza, è possibile ottenere un risultato apprezzabile e degno di nota. La commissione si complimenta con i partecipanti al concorso, anche con coloro che non sono riusciti a classificarsi nelle prime tre posizioni (rispettivamente: quinto elaborato, classe 3ͣ A del plesso “Sac. G. Messina” dell’Istituto comprensivo statale “Paolo Emiliani Giudici” e primo elaborato, Matteo Morreale del plesso “Padre Pino Puglisi” dell’Istituto comprensivo statale “Paolo Emiliani Giudici”). È d’obbligo precisare che ogni lavoro è stato destinatario di attenta osservazione e valutazione imparziale. Dietro ogni elaborato c’è stato un grande impegno e di questo ne siamo certi. Siamo altrettanto certi che questo concorso sia stata un’occasione per riflettere sull’immenso valore che il principio di uguaglianza ha rappresentato e continua a rappresentare tutt’oggi in ogni società democratica. Farne tesoro per tutte quelle volte in cui si renderà necessario affermare con forza che tutti abbiamo pari dignità sociale e siamo uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

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