Scarcerati gli imprenditori Luca e dissequestrati parte dei loro beni

Tornano in libertà gli imprenditori Luca e via i sigilli per parte dell’impero finanziario loro sequestrato. Così ha disposto il tribunale del riesame che ha vagliato le loro istanze.

Scarcerati Salvatore, Francesco e Rocco Luca, che erano stati arrestati poco meno di una ventina di giorni fa sull’onda di ordinanze di custodia cautelari emesse dal gip per le ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio.

Ai Luca, impresari gelesi attivi nei settori immobiliari e della vendita di autovetture di lusso, gli inquirenti hanno ricondotte presunti contatti con il clan Rinzivillo – e secondo l’accusa avrebbero ripulito denaro per loro conto – e con la mafia catanese, in particolare i Mazzei noti come «i Carcagnusi», i Carateddi ed i Santapaola.

Con la scarcerazione, il tribunale – accogliendo la tesi degli avvocati Flavio Sinatra, Tonino Gagliano  e Alfredo D’Aparo – ha disposto pure la restituzione di parte dei loro beni.

Più in dettaglio i beni acquisti prima di ventiquattro anni fa e altri ancora – appartenenti ad altri loro familiari – che risalgono al periodo antecedente al 2002.

Tra i possedimenti che, invece, rimangono sotto sequestro, anche parte dell’immobile che ospita il commissariato di polizia a Vittoria.

Tra le pieghe dell’operazione ribattezzata «Camaleonte», il primo luglio scorso sono scattati tre arresti, il divieto di dimora nelle province di Caltanissetta e Ragusa per altri quattro componenti la famiglia Luca e il sequestri di beni sospetti e imprese per un valore di oltre 63 milioni di euro.

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