«Ucciso per questioni di donne», colpo di spugna al carcere a vita

Niscemi – Colpo di spugna al «fine pena mai» per un omicidio. Sì perché ha ottenuto un sensibilissimo sconto passando a ventiquattro anni di carcere.

Lo ha ottenuto il niscemese Giuseppe Cilio tirato in ballo  per il delitto del ventiduenne Orazio Sotti. Sostanzialmente, in appello, è caduta la tesi della premeditazione.

Un elemento determinante per dare un colpo di spugna all’ergastolo che era stato sentenziato a carico dell’imputato nel marzo dello scorso anno e che nei giorni scorsi, al termine della requisitoria, era stato pure sollecitato dalla procura generale nissena.

Così nel secondo passaggio in aula per un omicidio che s’è consumato nel lontano 2000. Quando la vittima è stata assassinata a colpi di pistola davanti il suo garage.

Alla base, secondo la ricostruzione degli inquirenti, vi sarebbero stati motivi passionali che avrebbero trasformato vittima e presunto carnefice in acerrimi rivali.

Anche se l’imputato, dal canto proprio, ha sempre respinto ogni contestazione a suo carico in relazione all’uccisione dell’operaio.

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