Via il segreto da alcuni atti, Borsellino: «Con la scorta la mattina e solo di sera, libero di essere ucciso»

Caltanissetta – «Non ha senso avere la scorta al mattino per poi mattina per essere poi libero di essere ucciso la sera». Lo sfogo è di Paolo Borsellino in una delle audizioni in Commissione parlamentare antimafia che adesso sono state rese pubbliche.

Una serie di audizioni negli anni che vanno dal 1984 fino all’anno prima della strage di via d’Amelio del ’92, in cui hanno perso la vita lo stesso magistrato e gli agenti della sua scorta.

Una montagna di incartamenti che riguardano le audizioni di Borsellino non sono più secretate per volere della Commissione antimafia, ma tantissimi altri atti rimarrebbero ancora celati.

E non a caso, senza risparmiare polemiche, il fratello del magistrato ucciso nella strage del ‘92, Salvatore Borsellino, ha chiesto al presidente della commissione parlamentare antimafia,  Nicola Morra, di togliere il segreto che ancora racchiude troppe verità nascoste.

Borsellino , in uno dei tantissimi passaggi della sua audizione sottolineava come il pomeriggio si recasse in ufficio con la sua auto per rincasare la sera tardi. Solo la mattina avrebbe avuto la scorta.

E poi tra le pieghe di quei documenti v’è uno spaccato della mafia di allora. Dei giochi di potere tra clan in declino e altri in ascesa e gli affari sporchi di Cosa nostra. Con nomi, cognomi, fatti e riferimenti ben precisi.

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