Vittima d’errore di persona, scarcerato dopo 3 anni ma ora è «prigioniero» al Cpr di Caltanissetta

Caltanissetta – La sua storia è di quelle a dir poco paradossali. Perché vittima di un errore giudiziario, uno scambio di persona in particolare per tre anni è stato in galera.

E solo adesso la corte d’Assise è giunta alla conclusione che non è lui l’uomo che la giustizia italiana credeva di processare. Un trafficante di disperati. No.

L’ex lattaio e falegname eritreo Medhanie Tesfamariam Behre, per anni ritenuto il trafficante di esser umani, Medhanie Yehdego Mered, è stato assolto.

Ma è stato trasferito al Centro per il rimpatrio di Pian del Lago, a Caltanissetta, in attesa che il giudice si pronunci sul provvedimento di trattenimento in attesa di espulsione disposto dal questore.

E nel concreto l’uomo, nonostante sia stato acclarato l’errore di persona, almeno per adesso non può lasciare il centro nisseno.

Lui è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma visto che dal 2016 era in carcere, la corte tra le pieghe della sentenza ne ha disposto la scarcerazione.

Ma la sua situazione resta nel limbo perché non può essere espulso per rimpatriarlo in Eritrea perché la questione, con il suo Paese d’origine, non è regolata da alcuna convenzione.

E in attesa che tribunale civile nisseno si pronunci lui rimane bloccato al «Pian del Lago» con una situazione che  potrebbe restare a lungo stagnante.

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