Caltanissetta – Ergastolo. Questa la richiesta di condanna avanzata dalla procura di Caltanissetta nei confronti del venticinquenne Kevin Fiore, sotto accusa per l’omicidio dell’operaio nisseno Marcello Tortorici, di 51 anni, freddato da una coltellata al collo la sera del 25 novembre 2022.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero Chiara Benfante ha ripercorso i drammatici passaggi della vicenda, ricostruita anche con le sequenze filmate dell’aggressione. Il pm ha rimarcato l’aggravante dei futili motivi. Quanto alla dinamica – secondo la ricostruzione – la vittima, dopo una prima fase della rissa in cui avrebbe avuto la peggio, avrebbe tentato di allontanarsi. In quel momento, sempre secondo l’accusa, Fiore lo avrebbe raggiunto alle spalle, sferrandogli il fendente al collo.
Alla pesante richiesta di carcere a vita formulata dal pm si sono affiancate le parti civili. I legali che assistono i familiari della vittima – gli avvocati Ernesto Brivido, Mariangela Randazzo, Salvatore Licata e Davide Schillaci – hanno ribadito la piena colpevolezza dell’imputato, alla sbarra per omicidio aggravato, rissa, lesioni e porto abusivo di coltello.
Al momento della richiesta di carcere a vita da parte della procura, tra i familiari della vittima sono stati applausi, abbracci e lacrime.
Di contro, l’imputato – assistito dall’avvocato Calogero Buscarino – collegato in videoconferenza non s’è lasciato andare ad alcuna reazione. Durante il suo precedente esame, in corte d’Assise, il venticinquenne aveva ammesso di avere colpito l’altro, sostenendo però di aver agito per difendersi dal timore di un’aggressione ai suoi danni. Alla prossima udienza la parola passerà alla difesa per controbattere la tesi del pm Chiara Benfante.
Quanto al movente alla base della rissa poi finita nel sangue, si va da motivi sentimentali a un credito da trecento euro che l’imputato avrebbe vantato dal fratello della vittima.




























