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Potenziate le attività dei servizi sociali del Comune, Annaloro: “Siamo i primi interlocutori del territorio. L’assessore Frangiamore complice competente”

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Mussomeli – Svolgono, quotidianamente, ma anche di notte, se necessario, un’attività silente ma che, in maniera carsica, ha operato una piccola rivoluzione, all’interno del Comune di Mussomeli e anche nei paesi del Distretto sanitario, che a Mussomeli fanno riferimento. L’Ufficio alla Politiche Sociali è la risposta alle tante criticità del territorio, molte delle quali viaggiano nel sommerso. Un ufficio che, di concerto con l’Assessorato di competenza, ricoperto da Daniele Frangiamore, ha, negli ultimi tempi fronteggiato, crisi personali e generali. “Dal Covid in poi non ci siamo fermati un attimo”. Riferisce così, la dottoressa Annamaria Annaloro, responsabile dell’Ufficio, tra il serio e il faceto, nel corso di una regolare mattinata di lavoro. Il telefono è un trillo costante e la risposta, dall’altra parte non si fa attendere. Così, fra uno squillo e un “permesso” alla porta, ne abbiamo approfittato per sbirciare dietro la scrivania di uno degli uffici più operativi.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Annaloro:

Quali sono i servizi che questo ufficio offre?

Rete di contenimento, di prevenzione e operativa, interistituzionale multilivello

Quali sono i campi in cui i vostri servizi tornano necessari?

Non è raro che ci troviamo di fronte casi di misure restrittive della libertà per reati di varia natura

Solitamente i casi si collocano in una specifica fascia sociale?

No. L’aspetto socio-culturale non è predittivo di certe problematiche

Come affrontate le emergenze?

Con un dialogo diretto con gli interessati e predisponendo le misure adeguate di intervento. Le nostre attività “escono” dall’ufficio per incontrare direttamente le persone che necessitano di sostegno. Dal supporto psicologico, all’educativo familiare, grazie anche a numerosi progetti del PNRR.

Solitamente arrivano prima da voi o dalle Forze dell’Ordine?

Sembrerebbe proprio che siamo diventati gli interlocutori privilegiati della comunità laddove si imponga necessario il nostro intervento.

Saprebbe dirmi perché secondo lei?

Ritengo che molto del riscontro che l’ufficio sta riscuotendo sul campo sia dovuto alla politica di apertura al territorio che l’assessore Frangiamore sta promuovendo a 360°, partendo dalle scuole per arrivare alle famiglie e alla comunità tutta.

Come vi relazionate con le scuole?

Abbiamo iniziato grazie ai tanti eventi dedicati ai ragazzi portati avanti dall’Assessore. Da quel momento la scuola ha capito di avere in noi un alleato utile e disponibile. Soprattutto ai fini di “scovare” i tanti casi che viaggiano nel sommerso. Grazie alla piattaforma MENTIMETER sono emerse problematiche da approfondire con i minori, relativamente a ciò che poi è stato approfondito all’interno dello sportello ascolto.

Che risultati ha prodotto?

Molto soddisfacenti. Anche perché, sempre grazie alle interlocuzioni dell’assessore Frangiamore in un anno a Mussomeli, il prefetto è venuto due volte. Per non dire che il Paese, grazie ai convegni organizzati con passione da Daniele,  ha potuto vedere la partecipazione di eminenti relatori quali il Procuratore della Repubblica e Presidente del Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta, il Questore, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Finanza,  il Presidente dell’ordine regionale degli Assistenti Sociali, la Responsabile del CUAV (Centro per uomini autori di violenza) di Caltanissetta, unitamente a tanti autorevoli e prestigiosi professori ordinari dell’Ateneo di Palermo.

Che tipo di rapporto ha l’ufficio con l’Assessorato?

Di estrema fiducia e complicità. Per noi Daniele è un promoter sociale con una particolare competenza ed attitudine a fornire soluzioni, smussando gli angoli. Dove c’è un’emergenza sociale c’è Daniele. Dal fare la spesa all’incidente domestico o alle case di accoglienza. E soprattutto ha aperto il suo assessorato al territorio.

Se non ricordo male, disponete anche di uno sportello di ascolto presso le scuole secondarie di primo e secondo grado…

Ricorda benissimo. Un progetto che nasce dal profondo interesse che l’Assessore, durante la presentazione del Vademecum “La Rete ti protegge”, aveva già lanciato come progetto da sviluppare, scaturito nei riguardi dei giovani e delle loro problematiche ma soprattutto dei sostegni che, come servizi sociali territoriali, mettiamo a disposizione sia della scuola che delle famiglie, uno sportello nato per contrastare, prevalentemente, ma non solo, i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo.

Da questa ambiziosa visione, concretamente ha avuto origine l’indirizzo offerto dallo stesso Assessore per la stipula di protocolli di intesa con l’IIS Virgilio e con l’istituto comprensivo “P. E. Giudici”.

Sempre nell’ottica della tutela e della prevenzione dai rischi della rete, l’Assessore si è fatto promotore, coinvolgendo l’ufficio, la polizia postale, il servizio contrasto alle dipendenze dell’Asp di Caltanissetta, nonché la Compagnia dei Carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza e il Comando della Polizia Municipale locali, di numerosi incontri formativi e informativi con tutta la popolazione scolastica presente sul territorio.

Quali sono le categorie più a rischio?

In linea di principio, tutte le fasce, anche se maggiore attenzione al momento è posta sugli anziani a cui forniamo assistenza domiciliare volta a evitare il rischio di istituzionalizzarli proprio perché bisognosi di cura e assistenza personale; per i minori portatori di disabilità attiviamo, in concomitanza all’avvio dell’anno scolastico, il servizio ASACOM che è propedeutico all’integrazione scolastica a cui mira la normativa vigente.

E per i malati oncologici?

Anche per questa fascia sono previsti degli interventi che sostanzialmente si traducono in un rimborso economico per contribuire alle spese di viaggio di chi si reca a fare chemio o radio terapie.

Mentre per i giovani, al fine di favorire l’inclusione sociale?

Abbiamo già realizzato un progetto dal titolo “Giochi senza quartiere” che ha dato ottimi risultati.

Recentemente, è stato presentato il progetto sulle dipendenze, in collaborazione con gli istituti superiori in affidamento alle cooperative sociali.

Quali sono le dipendenze più diffuse che riscontrate più frequentemente?

Alcool, droghe, ludopatia, dipendenza tecnologica e, non per ultima, quella affettiva.

Da chi è composto il personale?

Dal capo area Antonella Cordaro, da me che sono la responsabile dei servizi sociali e dai miei colleghi, Geppina Catanese ed Enzo Sorce per la parte amministrativa ai quali si aggiungono sei assistenti sociali, operanti in 2 progettualità , PAL e P.I.P.P.I, due psicologi, quattro educatori e un esperto amministrativo che arricchiscono la nostra “squadra”.

Che aria tira tra di voi?

Siamo una grande ed unita famiglia. Io, con trentaquattro anni di servizio a carico, ormai, sono prossima al pensionamento ma credo, non per ripetermi, che grazie al lavoro di sinergia creato con Daniele, stia vivendo gli anni più belli della mia carriera; è riuscito a creare nel nostro ufficio “la nostra seconda famiglia”.

A dimostrazione di quel che affermo, sono le parole di ringraziamento e di dedica del nostro Assessore in occasione del prestigioso riconoscimento conferito il 19 gennaio 2024 dall’Unione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (UNIMRI) “Per il suo impegno sociale profuso nel tempo a favore della collettività.”

Quali sono i comuni che afferiscono al Distretto socio – sanitario?

Sono: Acquaviva, Campofranco, Sutera, Villalba, Vallelunga con Mussomeli capofila.

In conclusione ritengo che il nostro modello di lavoro sia di tipo innovativo, efficace ed efficiente da renderlo replicabile anche per gli altri Comuni.

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