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Prevenzione roghi, vertice in prefettura per aggiornare il catasto incendi

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Caltanissetta – Sul tappeto l’azione di prevenzione dagli incendi. E, più in dettaglio, un monitoraggio sull’aggiornamento del catasto incendi. Questi i temi che sono stati al centro di un vertice in prefettura a cui ha preso parte anche la procura. In particolare il procuratore generale. Fabio D’Anna, che ha promosso l’incontro, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Michele Burgio, il referente del corpo forestale, il direttore dell’azienda foreste e tutti i sindaci della provincia.  A curare gli onori di casa, il prefetto Chiara Armenia.

In agenda la corretta istituzione del catasto incendi da parte dei singoli comuni e sui relativi aggiornamenti.

Il prefetto ha poi sottolineato «come nell’ambito della strategia operativa volta a prevenire tale rischio rivesta particolare importanza l’annuale aggiornamento da parte di tutti i comuni delle zone boscate e dei pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco , prevede la nomina di commissari ad acta». Aggiungendo «come l’onere di aggiornare periodicamente l’elenco delle aree percorse dal fuoco sia essenziale e, in uno spirito di collaborazione, consente di porre le basi per stimolare un’ulteriore azione a carattere preventivo contro il rischio incendi».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il procuratore generale D’Anna che, nel sottolineare la centralità della tutela dell’ambiente, ha messo in rilievo «l’impegno della magistratura volto a promuovere una pluralità di azioni dirette non solo a reprimere ma anche a prevenire il grave fenomeno degli incendi che, nei mesi più caldi, affligge il territorio, con enormi danni per il patrimonio boschivo e notevoli rischi per la pubblica e privata incolumità in caso di incendi di interfaccia».

E in tal senso lo stesso procuratore generale ha ribadito come «il censimento delle aree percorse dal fuoco e il relativo aggiornamento, risulti fondamentale sul piano della prevenzione antincendio in quanto l’individuazione di quelle zone che, essendo state percorse dal fuoco, non possono, per i successivi quindici anni, essere adibiti ad un uso diverso da quello precedente all’incendio, svolge una funzione essenziale in termini di deterrenza».

Ai sindaci e anche agli altri enti proprietari di strade è stata rivolta l’esortazione perché provvedano «alla pulizia dei cigli stradali da cui spesso si innescano gli incendi». E da parte degli stessi sono giunte garanzie perché «si dia impulso ad un’azione congiunta ed efficace per ridurre al minimo gli incendi, assicurando gli adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di catasto».

Il procuratore D’Anna ha poi evidenziato «come il codice della strada imponga ai proprietari dell’asse viario di assicurare la scerbatura degli stessi con conseguenze penali per l’ipotesi in cui l’innesco dovesse originare dalla strada».

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