Palermo – Un raddoppio dei conferimenti di rifiuti che porta la firma della presidenza della Regione, proprio mentre la magistratura accende i riflettori sulla gestione della discarica di Timpazzo. Torna a esplodere il caso, nel Gelese, ora al centro di una stilettata politica di Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente dell’Ars, che ha annunciato un’immediata interrogazione parlamentare. «La discarica di Timpazzo, allargata a dismisura, destinataria di milioni di euro di fondi regionali, è l’emblema del sistema Schifani. Il nostro plauso alla “dda” di Caltanissetta e ai carabinieri del reparto territoriale di Gela e del “noe”, mentre in Ars stiamo depositando un’interrogazione nella quale, tra le altre richieste, chiediamo di valutare con maggiore rigore ogni nuovo procedimento di autorizzazione», ha spiegato Paola. Secondo quanto denunciato dall’esponente pentastellato, all’interno della discarica di Gela i quantitativi di immondizia scaricati sarebbero letteralmente raddoppiati, passando velocemente da 450 a 900 tonnellate al giorno. Una situazione che, per i grillini, non rappresenta un’improvvisa fiammata emergenziale, bensì una precisa condotta politica. «Negli ultimi anni Schifani, nella sua veste di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, ha sistematicamente utilizzato ordinanze emergenziali per aumentare i conferimenti nelle discariche siciliane, trasformando il ricorso alla deroga da strumento transitorio in metodo di governo ordinario, come ha certificato la stessa commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti», ha aggiunto il vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Poi, l’affondo s’è spostato sulla programmazione a lungo termine della Regione. Il Piano rifiuti regionale prevederebbe, infatti, un progetto di ampliamento da due milioni di metri cubi a Timpazzo, con la realizzazione di una nuova vasca per l’indifferenziato, operazione che riflette quella pensata per Bellolampo a Palermo. Lo stesso Di Paola ha poi puntato l’indice contro il piano dei rifiuti, «Inceneritori e discariche coesisteranno e non potrebbe essere altrimenti, visto che i residui dei primi dovranno essere smaltiti. Il piano – ha rimarcato – destina infatti 63,3 milioni di euro agli ampliamenti delle discariche esistenti… denaro pubblico investito non per superare il modello attuale, ma per prolungarlo» E lo stesso esponente del M5S ha poi aggiunto che «secondo le proiezioni dello stesso governo regionale, nella più rosea e improbabile delle ipotesi, i conferimenti in discarica al 2030 si dovrebbero attestare a circa 140 mila tonnellate all’anno, ma è verosimile che saranno molto più alti. Per i prossimi anni, dunque, centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti continueranno ad essere abbancate nelle discariche, le stesse che oggi finiscono nelle inchieste della magistratura». La battaglia si sposta adesso nelle aule parlamentari. Con l’interrogazione in fase di deposito all’Assemblea regionale siciliana, il gruppo del Movimento 5 Stelle chiederà formalmente al governo una stretta su ogni nuovo procedimento di autorizzazione ambientale. In alternativa, i pentastellati rilanciano la richiesta di una riforma strutturale. Nel concreto «una rete capillare di piccoli impianti di prossimità per il trattamento e il recupero dei materiali… Una strategia che, c- ha concluso Di Paola – punta a convertire il rifiuto in risorsa economica».






























