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Ragazzi in cerca d’aiuto nella notte a villa Ricotta

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Mussomeli – Un gruppo di ragazzi -circa una trentina- a bordo delle loro microcar, nella notte di mercoledì 9 luglio, hanno “assediato” la villa dello psichiatra Mario Ricotta, preoccupati per un loro amico che non rispondeva al telefono. Erano le due di notte, appunto, quando il cellulare del noto medico, attualmente in servizio presso l’Asp di Agrigento, comincia a squillare insistentemente con numero sconosciuto. Il professionista, medico di base in quiescenza da qualche anno, è ovviamente avvezzo alle emergenze. Ma pure alle insidie che si celano dietro i casi di disagio mentale. In certi casi anche gravi. Pertanto, pur non volendosi sottrarre alla “chiamata”, prima di rispondere ha avuto la prontezza di avvisare i carabinieri. E, subito dopo ha risposto, dal momento che il cellulare squillava insistentemente. Dall’altro capo del cancello, l’interlocutore, minorenne come tutti i presenti, comunica il bisogno di parlargli urgentemente. Erano più o meno le due di notte. Ma il bisogno non conosce orari e così il noto psichiatra ha aperto le porte ad una baraonda di ragazzini in preda allo smarrimento per questo amico che non rispondeva e che, non ci mettiamo molto ad immaginare che qualche problema magari ce l’abbia davvero! Ecco perchè, nonostante tutto poi si sia risolto bene perchè l’amico alla fine ha risposto, l’accaduto, comunque, ci dà la cifra di quanto privi di riferimenti siano questi giovanissimi tanto fragili quanto caparbi e carichi di entusiasmo. E soprattutto di quanto lo spettro della paura governi le loro serate forse solo apparentemente frivole e prive di senso. Ragazzi che vivono di notte, per scelta o per necessità. Ignari magari del fatto che a quell’ora solitamente si dorme, se la mattina devi alzarti ad un’ora ragionevole. Di questi ragazzi, Generazione Z, quelli, per capirci, cresciuti all’ombra della tecnologia, per cui l’informazione corre sul filo dei social, Mario Ricotta, scrittore altrettanto noto, ne ha scritto nella sua ultima pubblicazione “Racconti Imperfetti”. A loro, giovani annoiati, ha dedicato un breve ma incisivo racconto, il sesto a voler essere precisi. Dove affronta quel “divertimento senza soddisfazione” e quell’esigenza di “riempire il loro tempo in qualche modo”, non sempre in quello più sano. “Stanchi” persino “di sbadigliare. Dovevano divertirsi. In ogni modo bisognava che qualcuno li facesse divertire… vittime del vuoto che li divorava”. Intanto, sul posto erano arrivati i carabinieri che hanno chiarito agli improvvidi visitatori notturni che, in casi come questi, si avvertono le forze dell’ordine. Per il bene di tutti. Di quelle stesse famiglie davvero “troppo affaticate per poterli controllare”. E finì così, la storia nella storia, che una volta perso il sonno a fronte della ritrovata serenità, quello strano connubio fatto di tanti ragazzini smarriti e di un solo adulto, nelle ore notturne di una isolana campagna isolata, si risolse nell’unico modo in cui poteva volgere quella sorta di tragicommedia tutta umana, fortemente umana… a leggere quel racconto imperfetto in cui i ragazzi poterono leggersi, fermandosi un attimo prima della soglia che dritta conduce al baratro!
Domani a villa Ricotta si parlerà anche di loro, nella presentazione della raccolta “Racconti Imperfetti” a partire dalle ore 19.00, organizzata e promossa da BC Sicilia, col gratuito patrocinio dell’associazione Symphosium e del comune di Mussomeli. Interverranno: la sottoscritta Emilia Di Piazza, il professore Michele Morreale, il teologo Massimo Naro. Per le conclusioni dell’autore. Modererà l’incontro Rita La Monica, presidente di BC Sicilia.

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