Home Cronaca Sequestrato l’impero finanziario dei Luca, sigilli a beni per 68 milioni

Sequestrato l’impero finanziario dei Luca, sigilli a beni per 68 milioni

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Caltanissetta – Beni per 68 milioni sono stati sequestrati agli imprenditori Luca di gela. Tre in particolare i colpiti dalla misura patrimoniale, ossia il settantenne Salvatore Luca, il figlio, il quarantacinquenne Rocco Luca e il sessantacinquenne Francesco Antonio Luca – fratello di Salvatore – attivi nel settore immobiliare e, in particolare, nella vendita di auto, soprattutto di lusso.

Il sequestro è frutto d’indagini della Dia e della Finanza di Caltanissetta a carico dei tre che nel luglio di due anni fa sono finiti al centro dell’inchiesta ribattezzata «Camaleonte», per la quale sono indagati per

concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli investigatori sarebbero «soggetti di elevata e qualificata pericolosità sociale» perché ritenuti vicini a Cosa nostra. Più in dettaglio avrebbero fatto affari – secondo l’accusa – con esponenti della famiglia mafiosa dei «Rinzivillo».

Secondo fiamme gialle e “dia” gli indagati avrebbero reinvestito soldi sporchi in diverse società sulla carta intestate a loro familiari e che operano nei comparti edilizio e vendita auto.

Già nel giugno 2006 la Dia aveva preventivamente sequestrato la concessionario «Lucauto» tra le pieghe dell’operazione «terra nuova 2»  e in quella circostanza salvatore Luca ed i suoi familiari sono stati denunciati per riciclaggio aggravato dall’avere favorito la mafia.

Parentesi che poi è stato archiviato per quella che gli stessi investigatori hanno etichettato «pseudo collaborazione» dello stesso Luca che, piuttosto, si è detto allora vittima di richieste estorsive. Ma in realtà le indagini e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia hanno poi tracciato ben altro scenario.

Poi, nel luglio di due anni fa, l’operazione «Camaleonte» con quello che è stato indicato come “mercato del credito irregolare” che sarebbe stato legato ai capitali investiti nella vendita di auto.

Secondo la ricostruzione investigativa il meccanismo che sarebbe estato messo in piedi dai Luca avrebbe previsto una rateizzazione dei pagamenti con assegni post-datati e, in caso di insolvenza, i mezzi sarebebro stati recuperati e fatti risultare fittiziamente come noleggio.

Il corposissimo elenco dei beni sequestrati comprende la «Lucautoi srl» e la «Carluca srl» per il commercio di auto; la «terranova immobiliare srl per la locazione d’immobili; La «Immobilluca srl» per la compravendita di fabbricati, tutte a Gela; la «Luca immobiliare» di Busto Arsizio in liquidazione per la compravendita d’immobili; La «Luca costruzioni srl»;  la «Mirto srl» sempre per la costruzione di edifici; il complesso aziendale e tre quote della «Ginevra immobiliare srl»; lo steso blocco e due quote della «luca immobiliare srl» e, ancora, una quota del 10 per cento della «Oikos srl» che gestisce alberghi e ristoranti; 40 terreni a gela; 192 fabbricati e, infine, 47 tra rapporti bancari, finanziari e polizze assicurative.

Questo il “tesoro”, per un valore di 68 milioni di euro che è stato adesso sequestrata dalla Direzione investigativa antimafia e dalla guardia di finanza di Caltanissetta.

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