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Soldi per non bloccare i lavori, chiusa l’inchiesta sul dirigente del Genio civile

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Acquaviva Platani – Chiusa l’inchiesta per il dirigente del Genio civile di Caltanissetta. È indagato per tentata concussione. Ipotesi che nel maggio di un anno fa ha fatto pure scattare una ordinanza di custodia cautelare a suo carico con la concessione dei domiciliari.

Ora la procura nissena – in particolare sostituti Claudia Pasciuti e Pasquale Pacifico – ha completato il dossier a carico dell’ex, peraltro, soprintendente ai beni culturali di Caltanissetta, di Vincenzo Caruso.

Secondo la tesi accusatoria avrebbe chiesto soldi per autorizzare uno stato di avanzamento dei lavori per un appalto legato a un intervento stradale ad Acquaviva. Il consolidamento di un tratto.

E a un imprenditore di San Cataldo che quella gara se l’è aggiudicata, nella sua veste di direttore dei lavori avrebbe chiesto di “gonfiare” i costi in maniera tale da potere intascare soldi a titolo di competente tecniche del quadro economico dei lavori appaltati che, invece, non gli sarebbero spettate perché dipendente pubblico.

 Inizialmente – secondo l’impianto accusatorio – avrebbe preteso qualcosa come sessantanove mila euro, poi si sarebbe attestato su una cifra intorno ai quindicimila euro.

E in una circostanza avrebbe anche chiesto allo stesso imprenditore di San Cataldo l’assunzione di un carpentiere che sarebbe stato a lui gradito.

Tutte richieste a cui l’impresario non si sarebbe piegato e, anzi, si è presentato ai carabinieri per raccontare l’accaduto. Così è partita l’inchiesta.

I fatti che sono al centro del fascicolo della procura, che ha coordinato le indagini dei carabinieri, sono racchiuse nell’arco temporale che va da fine 2018 al febbraio 2020.

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