Caltanissetta – Niente libertà per l’ex parlamentare regionale di Fi, Michele Mancuso. Anche la Cassazione ha blindato il provvedimento cautelare che , dal febbraio scorso, lo inchioda agli arresti domiciliari sull’onda del suo coinvolgimento in un’indagine di polizia e procura su spettacolo e mazzette.
L’ex deputato dell’Ars – assistito dall’avvocato Alberto Fiore – è indagato per corruzione per l’esercizio della funzione. Dopo la rimodulazione, da parte del gip Santi Bologna, dell’originaria contestazione di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Ipotesi accusatoria, quella di magistrati e polizia, avanzata perché l’ex deputato regionale avrebbe intascato 12 mila euro, consegnati in tre diverse tranche fino al 5 maggio 2025, per favorire l’associazione «Genteemergente» nell’assegnazione di fondi pubblici per 98 mila euro. Finanziamenti che erano stati stanziati sulla base di una legge regionale per l’organizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta.
È sempre in carcere, invece, il suo collaboratore, Lorenzo Tricoli – assistito dall’avvocato Michele Ambra – inizialmente pure lui agli arresti domiciliari ma, successivamente, è stato disposto il trasferimento al «Malaspina», Inasprimento della misura cautelare scattato perché avrebbe intrattenuto contatti con l’esterno, violando pure la permanenza in casa. Questa, almeno, è l’ipotesi accusatoria della procura a carico di entrambi gli indagati.






























