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Sport e solidarietà. A Milano seconda edizione della “Partita del cuore” a favore della ricerca per la miopatia nemalinica, tanti i mussomelesi impegnati sul campo

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Milano – Milanese d’adozione ma col suo paese nel cuore. Enzo Messina, figlio di quella nuova generazione di emigrati del nostro tempo, da quindici anni in servizio all’Ospedale pediatrico Vittore Buzzi di Milano, nel cuore ci ha messo pure lo sport. E viceversa. Da quando, nel 2021, nasce Erika, la secondogenita con la miopatia nemalinica, una malattia neuromuscolare congenita caratterizzata dalla presenza di bastoncelli anomali, chiamati “corpi nemalinici”, nelle fibre muscolari. Patologia che comporta debolezza uscolare, ipotonia, difficoltà motorie, problemi respiratori e, perfino, difficoltà nella deglutizione. “In quel momento ci cade il mondo addosso” -così riporta la nota firmata da Enzo- “ci siamo documentati su Internet per capire se qualcuni poteva aiutarci a capirne di più su quanto ci stava accadendo. Ma nulla. Non c’era quasi niente!”. Spesso succede, che a prendere l’iniziativa siano le donne, soprattutto quando in gioco c’è la salute dei figli, le mamme vengono fuori nella loro ordinaria straordinarietà. Così Esther Lopez Ruiz inizia a fare rete con le altre famiglie italiane e costituisce, ex novo, un’associazione di famiglie con componenti affetti dalla stessa patologia. “In Italia, al momento, non è prevista alcuna ricerca specifica sulla malattia, pertanto, assieme ad un altro genitore e collega, abbiamo preso l’iniziativa di scendere in campo a sostegno della ricerca”. Così, domenica 16 giugno, la “partita del cuore” ha disputato la sua seconda edizione sul campo del Centro sportivo Ausonia del capoluogo meneghino. Una domenica di sport e solidarietà a cui hanno preso parte, entusiaste, le squadre dell’Associazione Famiglie miopatia nemalinica, dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, dell’Associazione OMB del Buzzi e del Fials di Milano. Di fronte ad una vastissima platea di spettatori, circa sessanta sportivi, fra cui diversi mussomelesi, si sono dati battaglia sotto un tiepido sole estivo, redendo la giornata indimenticabile. Che ha fatto registrare ottimi risultati, sia in termini di presenze che in termini di raccolta fondi da destinare alla ricerca. Contestualmente alle altre campagne solidali per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Il ricavato è stato interamente devoluto a MYCORE, una delle due associazioni esistenti in Europa. Poichè, essendo Ester spagnola, il cuore ha fatto preferire la Spagna all’Inghilterra, com’era comprensibile. Quando è il caso di dire che la solidarietà non conosce confini, nè barriere. E anche Mussomeli si conferma terra dal cuore d’oro. Sono stati ben venticinque i ragazzi che hano voluto sostenere l’amico e il compaesano Enzo in questa sua battaglia per la vita.

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