Caltanissetta – Sono trascorsi ottantadue anni dall’uccisione di tre carabinieri caduti durante lo sbarco alleato in Sicilia. Era l’alba del 10 luglio 1943, giorno dell’operazione «Husky».
Antonio Di Vetta, Donato Vece e Michele Ambrosiano , sono i tre i caduti durante il secondo conflitto mondiale.
In loro ricordo, al cimitero monumentale di Gela, lì dove è stato eretto un monumento funebre in loro onore, sono stati commemorati. Alla celebrazione, tra gli altri, hanno partecipato il comandante del reparto territoriale di Gela, il tenente colonnello Marco Montemagno, il sindaco Terenziano Di Stefano, la presidente del consiglio comunale, Paola Giudice, il comandante della capitaneria di porto, il capitano di fregata, Ferruccio Alessandro Grassia, una rappresentanza di finanzieri del gruppo di Gela e di personale della polizia , rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.
I tre carabinieri rimasti uccisi erano in servizio a Passo di Piazza, a pochi chilometri da Gela, non lontano lago Biviere. Stavano sorvegliando la linea ferroviaria Gela-Vittoria. Erano dentro una masseria.
Quella mattina di ottantadue anni fa, mentre migliaia di paracadutisti americani venivano lanciati in quella zona per ostacolare i contrattacchi delle forze tedesche, una decina di soldati statunitensi ha circondato proprio quella masseria.
Ma i carabinieri non sapevano dello sbarco in corso perché privi di qualsiasi mezzo di comunicazione. Così, scambiando i soldati per incursori nemici, hanno iniziato a sparare uccidendo un militare statunitense.
Nel conflitto a fuoco che ne è seguito i carabinieri si sono difesi strenuamente, fino a dover cedere ai bombardamenti delle artiglierie delle navi statunitensi. E con una bandiera bianca di fortuna hanno segnalato la resa, ma sono stati uccisi dai militari alleati.





























