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Strage di via D’Amelio, il gip di Caltanissetta dispone nuove indagini sull’ex pentito Avola e la possibile pista statunitense

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Disposte nuove indagini sulla strage di via D’Amelio. L’ordinanza, a firma del gip di Caltanissetta, Santi Bologna, è in relazione al troncone d’inchiesta che guarda al possibile ruolo della mafia statunitense nell’eccidio in cui persero la vita il procuratore paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, Emanuele Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, Claudio Traina e Walter Cosina. Il provvedimento del giudice segue alla richiesta di archiviazione presentata dalla procura nei confronti dell’ex collaboratore di giustizia catanese, Maurizio Avola, già uscito dal programma di protezione.   L’ex collaborante si è autoaccusato della strage del 19 luglio del 1992 puntando anche l’indice contro i capimafia catanesi, Marcello D’Agata e Aldo Ercolano. Ma su questo aspetto la procura non ha creduto all’ex pentito e, piuttosto, ha ritenuto che i due boss  catanesi, detenuti, non abbiamo mentito nel momento in cui si sono tirati fuori dalla strage di via D’Amelio. Tra le pieghe dell’ordinanza, il gip di Caltanissetta, Santi Bologna, ha disposto pure nuovi accertamenti – sulla base delle indicazioni fornite da Avole – sul garage in cui sarebbe stata conservata la Fiat 126 imbottita di tritolo – e il collaborante ha indicato un box di via Villasevaglios e dell’appartamento di via Juvara dove lo stesso Avola avrebbe dormito.

E secondo lo stesso gip nisseno, sono ancora tanti i coni d’ombra in relazione a coinvolgimenti e taluni fatti che hanno preceduto l’attentato di via D’Amelio.

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