Caltanissetta – Sit-in per dire «no» al taglio ai contributi per i minori stranieri non accompagnati. È stato programmato per martedì 12 agosto davanti gli uffici della prefettura di Caltanissetta. Lì si ritroveranno anche rappresentanti di comunità non solo del Nisseno, ma anche dell’Agrigentino e dell’Ennese.
Il perché è presto spiegato. Da fine giugno scorso, infatti, a Comuni e associazioni verrà rimborsato solo il 35 per cento delle spese già affrontate per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Nel concreto una montagna di soldi che verranno meno al sistema. Sì, perché le prefetture si sono viste fin qui erogare, ogni tre mesi, un contributo giornaliero di cento euro a minore affidato a famiglie o strutture specializzate. I fondi vengono anticipati dai comuni che, successivamente, ricevono il rimborso.
Ma adesso il drastico colpo di forbice alla quota, scesa al trentacinque per cento e peraltro con effetto retroattivo perché a partire già da gennaio di quest’anno, mette in crisi l’intero complesso.
I “numeri” sono eloquenti. Perché nella sola Caltanissetta sono duecento i minori accolti e un centinaio gli operatori impiegati. Dati che rendono immediatamente la percezione del problema.
«Pur non essendo direttamente coinvolti – ha spiegato il presidente della cooperativa Etnos, Fabio Ruvolo – vogliamo dimostrare concretamente la nostra vicinanza e solidarietà verso colleghi e colleghe che rischiano di perdere il lavoro o di ritrovarsi in una condizione di forte precarietà. La difesa dei diritti degli altri è anche la difesa dei nostri».
Lo stesso Ruvolo ha poi evidenziato la complessità del nuovo scenario. «Riteniamo gravissimo ciò che sta avvenendo… con le nuove regole – ha rimarcato – ricadrebbe tutto sui bilanci comunali che sono già fortemente compromessi. Già da subito stanno facendo la smobilitazione delle comunità verso i Sai – sistema di accoglienza e integrazione del ministero dell’Interno – ma i Sai non hanno tutti questi posti quindi ci sarebbe sicuramente un blocco di sistema molto grave e a risentirne sarebbero tutti, con operatori e minori che non avrebbero ospitalità… Sarebbe terribile».































