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Tazzina più cara ma sempre sacra per i mussomelesi. L’espresso al bar ora costa un euro

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Mussomeli – E’ l’effetto di una serie di rincari nella filiera produttiva, il caro caffè a Mussomeli tocca quota 1 euro. Lo hanno stabilito quasi all’unanimità, gli esercenti locali: la classica e irrinunciabile colazione al bar partirà da 1 euro per l’espresso base, 1,50 per cappuccino e 1,20 per il cornetto. Le colazioni dunque costano sempre di più, in città come in provincia e se, da un lato il consumatore finale non sembrerebbe aver accolto male il già paventato aumento – complice probabilmente la preparazione mediatica che lo ha relativamente preceduto- da qualche parte comincia a levarsi la voce che “forse c’è chi stia tentando di specularci!”. Un argomento caldo, quello dei rincari da bar oggi, che gli assidui frequentatori dei banconi confermano con un pò di disappunto e con l’atavica rassegnazione che contraddistingue le genti sicule, soprattutto quelle di ultima generazione. Assuefatte allo status quo imperante da molto…  forse troppo … tempo, ancorchè speranzose di rinascita. Non sarà certo l’avvenuto aumento -peraltro stimabile con buona approssimazione intorno al 20%- a scoraggiare la tanto amata pausa al bar ma sta di fatto che i locali continuano a registrare poche presenze. Cosa che oltretutto è nettamente in controtendenza con le splendide giornate che febbraio generosamente ci sta regalando, con l’evidente miglioramento della situazione epidemiologica e con la tanto agognata ripresa che tuttavia rimane più un orizzonte di pensiero, poichè una sua traduzione sul piano fattuale appare  ancora pretesa più insensata che inesaudibile. E dal canto loro, i titolari degli esercizi commerciali “Con i prezzi alle stelle ci siamo attenuti ad un rincaro minimo per le colazioni che riteniamo beni di prima necessità. L’aumento dell’energia e del carburante non sta risparmiando nessuno”. Già perchè infatti l’aumento del prezzo dell’adorata tazzina al bar- appuntamento quotidiano per 5milioni di Italiani- sconta gli incrementi di tutta la filiera del prodotto: dalla logistica all’energia. Ma  se cornetto e caffè rischiano di diventare un piccolo lusso, ad avere raggiunto costi quasi proibitivi sarebbero le consumazioni di pub e ristoranti dove il costo pro capite medio per coperto difficilmente scende sotto la soglia dei 25 euro. Anche se per la verità a fronte di un ampio ventaglio di rincari qualche locale si conferma decisamente in controtendenza per la rincorsa al caro prezzi. Diversi clienti, ad esempio,  in un noto locale  del paese hanno notato un notevole contenimento dei prezzi per pizza e carne. Scenario variegato anche per quanto riguarda l’affluenza serale presso pub e ristoranti. La desertificazione serale che è stata registrata durante gli ultimi week end sembrerebbe aver ceduto il passo ad una decisa ripresa proprio nei giorni di sabato e domenica scorsi. Con uno squilibrio abissale però fra un locale e un altro, alcuni sovraffollati altri pressoché deserti. Si conferma la già consueta tendenza della mondanità da tavolo a macchia di leopardo. E la deriva della movida fuori porta -da sempre in agguato nel paese di “Pietro e Paolo”-  ha preso ancora più piede nell’ultimo periodo. Mete privilegiate di giovani e meno giovani sempre S. Leone e Cammarata fra le più gettonate. Ecco perchè al di là di tutte le disquisizioni di tipo sociologico – indubbiamente pertinenti- ma che altrettanto indubbiamente farebbero prolungare oltremodo la piccola inchiesta locale, non rimane che prendere atto della sproporzione generatasi nel marasma generale dove – fra pandemia e aumenti- qualcuno lotta per la sopravvivenza, magari per non chiudere quell’icona di vita che è la saracinesca, mentre altri stanno cavalcando l’onda favorevole dello squilibrio economico.

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