Caltanissetta – Rito abbreviato per quattro giovani accusati di avere fatto fuoco, in una sorta di regolamento di conti, contro un ventunenne riesino. Nell’azione anche una ventinovenne, ora chiamata sotto accusa, è rimasta ferita da colpi d’arma da fuoco.
In abbreviato vanno Manuel, Michael e Samuele Giorlando, rispettivamente di 32, 27 e 18 anni e la ventottenne, pure lei gelese come i primi tre, Simona Maganuco. Su loro pende l’ipotesi di tentato omicidio.
Quello che si sarebbe consumato ai danni del ventunenne riesino Roberto Prestifilippo – assistito dall’avvocato Giovanni Sanfilippo – che in un primo momento è stato pure lui arrestato per un fucile ma poi, su istanza del difensore, nel dicembre scorso il gip Emanuele Carrabotta ha revocato la custodia cautelare in carcere dello stesso giovane. Sì perché dopo il suo ferimento, in casa sua era stato trovato un fucile che poi, all’esame degli esperti balistici, è risultato non funzionante.
Quel 10 settembre dello scorso anno, durante il raid in trasferta del gruppetto di gelesi armati di un paio di pistole – secondo la ricostruzione degli inquirenti – sono rimasti feriti sia lo stesso Prestifilippo, poi trasferito al «Sant’Elia» di Caltanissetta per essere sottoposto a intervento chirurgico d’urgenza, che la giovane donna ora sotto accusa e che s’era presentata all’ospedale di Gela.
Le indagini dei carabinieri hanno poi trovato un legame a quelli che, in apparenza, erano sembrati in primissima battuta due differenti episodi.





























