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Tra filologia e natura: l’eredità ritrovata di don Giuseppe Sola nella colta restituzione di Giuseppe Canalella

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MUSSOMELI – La memoria storica di una comunità si nutre della pazienza dei suoi figli migliori, capaci di scavare nelle pieghe del passato per restituire luce a tesori che il tempo rischiava di sbiadire. È questo lo spirito profondo che anima l’ultima fatica letteraria del professore Giuseppe Canalella, cinquantaduenne eccelso latinista, grecista e stimato cultore dell’arte fotografica. Figlio del compianto e indimenticato sindaco, il professore Calogero Canalella, lo studioso ha dato alle stampe un’opera di straordinario rigore e sensibilità, un progetto di recupero culturale incentrato sui preziosi componimenti poetici di don Giuseppe Sola, illustre sacerdote mussomelese del secolo scorso, dal titolo emblematico “Seria mixta Iocis” (“Cose serie mescolate a cose scherzose”). Il volume si configura come un autentico viaggio nel tempo, un’operazione di eccezionale valore scientifico e letterario. Il professore Canalella ha affrontato con encomiabile perizia la trascrizione delle poesie, le traduzioni e il ponderoso apparato di note al testo, confrontandosi con un autoreprofondo che sapeva muoversi con assoluta padronanza e armonia tra la lingua italiana, il latino e il greco antico. I componimenti custoditi in questa edizione speciale svelano un fitto intreccio tra la solennità dei temi spirituali — come i toccanti canti dedicati a San Nilo e all’Abbazia di Grottaferrata all’indomani delle devastazioni del primo conflitto mondiale — e la grazia formale tipica della più pura cultura classica. Un’opera che, come spiega lo stesso curatore, affronta un cammino filologico e storico immenso, volto a valorizzare e restituire finalmente alla memoria collettiva l’eredità intellettuale di un figlio illustre della propria terra. Tuttavia, il saggio non si limita all’ineccepibile rigore della ricerca. Il professore Canalella, già autore di diversi apprezzati volumi  di fotografia e noto per la sua profonda predilezione per il filone  naturalistico, ha voluto imprimere una firma fortemente personale all’edizione. Da grande amante della natura, degli animali e dei viaggi, ha scelto di impreziosire e arricchire le pagine del testo con un ricercato corredo di scatti d’autore. L’obiettivo della sua macchina fotografica cattura la meraviglia incontaminata del creato e la affianca alla forza lirica della parola scritta, creando un dialogo suggestivo e di rara eleganza visiva. Un esempio plastico di questo connubio è offerto proprio dalla splendida immagine che campeggia sul volume, che immortala il maestoso Castello di Mussomeli nel 2026: un’icona di pietra che si erge fiera contro l’azzurro del cielo, quasi a fare da custode eterno a quelle mura antiche dove la voce della poesia, sorretta dalla passione intellettuale di Canalella, continua instancabilmente a sussurrare al nostro presente.

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