Home Cronaca Traffico di cocaina nel Nisseno, nove in appello vogliono concordare la pena...

Traffico di cocaina nel Nisseno, nove in appello vogliono concordare la pena e per altri due chiesta la condanna  

213 views
0

Caltanissetta – In nove chiedono di concordare la pena in appello, altri due no. Tutti e undici, nel marzo dello scorso anno, sono stati coinvolto in un blitz antidroga della polizia, nome in codice «Tritone».

Tutti e undici sono stati condannati in primo grado e hanno impugnato il primo verdetto emesso a fine novembre scorso al termine del giudizio con rito abbreviato.

A chiedere il concordato di pena , il cinquantaseienne Vincenzo Ferrara, il fratello Ivan  , rispettivamente già condannati a  diciotto anni e quattro mesi e diciassette anni – per entrambi è un cumulo in continuazione con altre sentenze – il sessantenne Salvatore Mastrosimone e il cinquantacinquenne Giuseppe Fiume che avevano rimediato sette anni e quattro mesi ciascuno, il trentenne Alessio Maickol Abbate che ne era uscito con undici anni , il ventiduenne Alex Lauria con  sei anni in primo grado, il quarantacinquenne Gianluca Giuseppe Raniolo con due anni e dieci mesi , il trentatreenne Angelo Sferrazza con  sette anni e il trentacinquenne Eros Toni Castello condannato a sei anni e dieci mesi.

Nessuna richiesta di concordato, di contro, per la trentunenne Rosa Puzzanghera e il trentenne Andrea Ambra che con pene, al termine del primo processo, rispettivamente, di un anno e 8 mesi e un anno e 10 mesi.

Per loro due il sostituto pg Lucia Brescia ha chiesto alla corte d’Appello (presieduta da Roberta Serio) la conferma del precedente verdetto. Mentre per gli altri nove ha fornito l’assenso al concordato.

Gli imputati – assistiti dagli avvocati Davide Anzalone, Dino Milazzo, Ernesto Brivido, Davide Schillaci, Boris Pastorello, Giuseppe Iacuzzo, Davide Limoncello e Giuseppe Piazza – sono accusati , a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, spaccio , tentata estorsione ed estorsione. Alcuni di loro avrebbero anche estorto soldi ai clienti che non avevano pagato le dosi. Pestaggi compresi per convincerli a saldare i debiti.

Centinaia di episodi di spaccio di cocaina quelli che i poliziotti avrebbero documentato durante le indagini. E la cocaina, talvolta, sarebbe stata preparata su una lastra di marmo e consumata in gruppo dagli acquirenti.

Ti è piaciuto questo post?

Clicca sulle stelline per dare un voto!

Average rating 1 / 5. Vote count: 1

Vota per primo questo articolo

Condividi