Palermo – Space economy in Sicilia. E le risorse sono disponibili. Sì, una “industria dell’aerospazio” in Sicilia è possibile anche senza bisogno di costruire aerei, satelliti o razzi. Strada percorribile per Unioncamere Sicilia.
Le imprese siciliane, secondo questa visione «hanno tutte le potenzialità e capacità per competere alla pari e conquistare una consistente fetta dei 983 milioni non ancora spesi del “Pnrr” destinati alla costruzione di filiere specializzate nelle tecnologie satellitari e nei servizi a terra della space economy». Risorse a cui andranno ad aggiungersi una parte dei 615 milioni stanziati dalla Regione per le tecnologie e filiere Step e delle risorse che saranno liberate entro l’anno dalla revisione di medio termine dei fondi europei di coesione.
È stato sottolineato come «la Sicilia è destinataria in totale di undici miliardi del “Pnrr” per realizzare 20.416 progetti in sei missioni».
Tra gli obiettivi delle stesse missioni, l’Osservatorio della terra, il progetto “CyberItaly” , “In-Orbit economy”, la “SatCom” e la “Space factory”.
«Il “Pnrr” offre sia incentivi diretti a progetti delle imprese, sia fondi alle pubbliche amministrazioni per pagare fornitori che sviluppano specifici interventi.
«Riteniamo che anche in Sicilia, regione che ospita importanti infrastrutture satellitari e di osservazione dello spazio a servizio dell’area mediterranea e del mondo intero – ha osservato il presidente regionale di Unioncamere, Giuseppe Pace – possa nascere una dinamica filiera di imprese con il supporto delle istituzioni nazionali come l’Asi e le università e favorire sinergie con realtà internazionali», ha concluso.






























