Caltanissetta – Oltre quaranta i corsisti, in arrivo da tutta la provincia di Caltanissetta e da altri comuni vicini, che hanno concluso il corso di primo soccorso per la fauna selvatica e la gestione degli animali in difficoltà a cura del Wwf Sicilia Centrale.
Un percorso formativo seguito da volontari, guardie venatorie e zoofile, responsabili di associazioni protezioniste, operatori di protezione civile, operatori di aree protette e giovani studenti. Obiettivo del corso, far conoscere la normativa e le modalità di primo soccorso nel caso in cui venga ritrovato un piccolo animale selvatico in difficoltà, per proteggerlo da situazioni di pericolo senza causare incidenti o morte dell’animale o rischi per l’incolumità dei soccorritori.
Sono stati sviluppati moduli teorici – quadro normativo e legislazione sulla tutela della fauna – biologia, etologia e riconoscimento delle principali specie autoctone, primo soccorso, triage, stabilizzazione del paziente e tecniche di alimentazione artificiale ed indicazioni pratiche e di addestramento su come, tra l’altro, utilizzare correttamente guanti, trasportini, reti e asciugamani per immobilizzare l’animale in sicurezza.
A tenere le lezioni, il medico veterinario dell’Asp di Caltanissetta, Elia Rizzo, l’avvocato Salvatore Antonino Patrì responsabile dell’ufficio legale di Wwf Sicilia Centrale ed esperto in diritto ambientale e venatorio e, infine, dalla biologa e operatrice del “Progetto Tartarughe marine” di Wwf Italia autorizzata dal ministero dell’Ambiente per il recupero di animali spiaggiati, Daria Collodoro.
«Uno degli scopi principali dell’evento di formazione – è stato spiegato – era quello di educare la cittadinanza a riconoscere quando un animale è davvero in pericolo… moltissimi nidiacei di uccelli vengono erroneamente sottratti alla madre da passanti in buona fede, compromettendone la sopravvivenza…. Un altro focus ha riguardato la sicurezza degli operatori e degli animali per fornire le competenze necessarie per manipolare specie selvatiche, anche pericolose o protette, senza causare stress o traumi all’animale e riducendo a zero il rischio di morsi, graffi o trasmissione di zoonosi».
Il presidente di Wwf Sicilia Centrale , Ennio Bonfanti, soddisfatto per il successo dell’iniziativa, ha rimarcato come si sia formato «un bacino di volontari in grado di fare da “ponte” sul territorio, prelevando l’animale ferito e trasportandolo rapidamente nei centri specializzati».
Ed è stata peraltro preannunciata la creazione di un “centro di primo soccorso per la fauna selvatica” a Borgo Petilia, nell’ex vivaio forestale. «Il nostro progetto mira ad istituire un presidio di riferimento per le emergenze ma anche un Centro multifunzionale dedicato alla conservazione della fauna e della biodiversità ed alla promozione dell’educazione ambientale e della ricerca scientifica», ha sottolineato Marcello Mirisola del project team.






























