Gela – Colpevole, ora come allora, di omicidio stradale. La sentenza di condanna è stata emessa dalla corte d’Appello di Caltanissetta a carico di un giovane accusato di avere investito un ragazzino, poi deceduto.
L’affermazione di colpevolezza, con la condanna a due anni, è stata confermata nei confronti di uno scooterista gelese, Vincenzo Tilaro , finito sul banco degli imputati per la morte dell’allora tredicenne di Gela , Angelo Giovane, deceduto dopo una caduta in strada, in via Recanati in particolare, mentre era in sella alla sua bicicletta elettrica.
Già in primo grado l’imputato era stato condannato pure al risarcimento dei danni in favore della parte civile, ruolo rivestito dal nonno della vittima.
In un primo momento la disgrazia della strada è stata ritenuta un episodio accidentale. Ma poi le indagini avrebbero rivelato altro, ridisegnando la dinamica. Sollevando pure presunte responsabilità a carico dello scooterista il cui nome è poi finito nel registro delle notizie di reato per l’ipotesi di omicidio stradale.
La stessa imputazione che gli è costata una condanna a due anni già in primo grado e, adesso, confermata nel secondo passaggio in aula, sempre con il beneficio della sospensione. Secondo gli inquirenti, lo scooterista dopo l’incidente si sarebbe allontanato senza soccorrere il ragazzino che, fatalmente, aveva battuto la testa sull’asfalto.































