Palermo – Carcere per le sorelle del boss Matteo Messina Denaro. Così, accogliendo le richieste della procura di Palermo, ha disposto il «Riesame». Ma, in realtà, la decisione del tribunale resta “congelata” fin quando non deciderà la Cassazione.
Così per Bice e Giovanna Messina Denaro, sorelle del boss sessantunenne arrestato a Palermo il 16 gennaio di tre anni fa e deceduto il 25 settembre successivo.
I nomi delle due donne sono finiti nel registro delle notizie di reato per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati. Secondo la tesi degli inquirenti, infatti, avrebbero aiutato il fratello durante la lunghissima latitanza. E durante le indagini, dopo la cattura del boss, nei suoi nascondigli sarebbero state trovate diverse lettere di corrispondenza tra lui e le due sorelle sulle quali pende, adesso, la richiesta di arresto. Altre due sorelle del capomafia, oltre a Bice e Giovanna, sono una in carcere per scontare una condanna per mafia – Rosalia – e l’altra – Patrizia – è in libertà perché ha già pagato per la stessa contestazione – associazione mafiosa – per la quale è stata riconosciuta colpevole.
La procura palermitana aveva ipotizzato a carico delle sorelle Messina Denaro il reato di associazione mafiosa. E per questa accusa i magistrati della direzione distrettuale antimafia ne avevano chiesto l’arresto. Ma il giudice per le indagini preliminari, rimodulando le contestazioni in favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, non ha accolto l’istanza della procura ritenendo non sussistessero le esigenze cautelari perché il loro fratello era già deceduto. Ora , sotto il profilo della eventuale misura cautelare, rimane tutto in sospeso in attesa del passaggio in Cassazione, su istanza della difesa.































