Caltanissetta – Dispositivi che “ascoltano” la rete idrica, registrano i dati e consentono ai tecnici di individuare perdite sotterranee. Un po’ come uno stetoscopio. Un sistema che consente di ridurre lo spreco idrico e di migliorare il servizio
Sono i nuovi sensori di correlazione acustica che Caltaqua ha messo in campo per stanare le perdite d’acqua che si nascondono sotto il suolo, invisibili in superficie ma non alle nuove tecnologie di monitoraggio.
Strumenti mobili, pensati per essere spostati di continuo da un’area all’altra dell’acquedotto, così da coprire progressivamente porzioni sempre più ampie della rete.
I sensori agiscono di notte. È allora, quando i consumi calano e il rumore della rete si affievolisce, che i dispositivi riescono a “origliare” con più precisione eventuali perdite sotterranee. La nuova tecnologia ha già individuato una perdita che sarà riparata nei prossimi giorni. Sì, perché una volta individuata la dispersione, la riparazione ha la priorità assoluta. Così da poter consentire lo spostamento dei sensori per monitorare altre zone della rete.
Un percorso, quello avviato dall’azienda, dopo un percorso di formazione teorico-pratica rivolto ai tecnici.
I vantaggi, secondo l’azienda, sono su più fronti: individuare le dispersioni prima che si trasformino in sprechi o danni, localizzare con esattezza il punto di rottura riducendo gli scavi, ottimizzare i tempi di intervento. Un metodo pensato per campagne di ricerca mirate e mobili, che l’azienda intende estendere ad altre zone della città.




























