Riesi – S’è avvalso della facoltà di non rispondere, ma non ha taciuto del tutto. E, soprattutto, ha chiesto scusa alla coppia che ha ferito a colpi di pistola.
L’autore del duplice agguato di Riesi, che ha sparato al cinquantottenne Salvatore Cutaia e alla quarantenne Alessandra Mencarelli, davanti al giudice ha scelto il silenzio. Almeno dal punto di vista formale. Sì, perché ha reso dichiarazioni spontanee e in quelle poche parole ha provato a spiegare l’accaduto. Sullo sfondo la questione gelosia.
Gaetano Pirrello, cinquant’anni, fermato dai carabinieri per tentato omicidio aggravato e porto abusivo di armi (assistito dall’avvocato Giovanni Pace), è comparso dinanzi al gip di Enna, Giuseppe Noto.
«Sono pentito di quello che ho fatto e chiedo scusa… non ho capito più nulla… con lui mi lega pure un lungo rapporto di amicizia», ha asserito.
Sì, perché dietro il duplice ferimento, secondo la sua versione, ci sarebbe un rapporto di lunga data crepato da un sospetto. Pirrello avrebbe avuto la sensazione che l’altro, negli ultimi tempi, fosse geloso di qualche saluto di troppo tra lui e la donna. «Mi guardava male e a lei avrebbe chiesto di finirla con me», ha sostenuto l’indagato tra le pieghe delle sue dichiarazioni, rese non nella forma di un vero e proprio esame.
Nel suo racconto ha spiegato di aver vagato per due giorni per la campagna, in una sorta di delirium. Sulle armi usate — una pistola e un coltello – invece, nulla. Non una parola. E non sono saltate fuori.
Alla fine il giudice, come chiesto dalla procura di Enna – perché Pirrello si era costituito nella città del castello di Lombardia – ha disposto la custodia cautelare in carcere.




























