Caltanissetta – «La realtà del carcere di Gela non sia un’eccezione». A sottolinearlo è stato il senatore pentastellato e segretario di presidenza del Senato, Pietro Lorefice dopo la visita alla struttura di contrada Balate in occasione dell’iniziativa “Ristretti in Agosto” con la camera penale di Gela. Un sopralluogo ispettivo e informativo all’interno della casa circondariale che ha rappresentato l’occasione per fare il punto sui diritti dei detenuti, sul personale penitenziario e sulla qualità dei percorsi di riabilitazione offerti dalla struttura gelese.
«In un panorama nazionale segnato da un sovraffollamento drammatico con carceri che registrano un sovraffollamento anche del 150 per cento e da condizioni di vita talvolta al limite della decenza – ha sottolineato Lorefice – la realtà del carcere di Balate a Gela dimostra come sia possibile coniugare la pena con la dignità della persona, la formazione lavorativa e il reinserimento sociale. Rispetto a quanto registrato in gran parte degli istituti penitenziari del Paese, qui abbiamo riscontrato un’impostazione diversa e virtuosa».
Un modello positivo che, però, secondo il capogruppo M5S della commissione bicamerale Ecomafie e della commissione Politiche UE del Senato, non deve rimanere un caso isolato nel panorama nazionale. «Dignità, tutela dei diritti fondamentali, corsi di formazione e opportunità lavorative per chi sta scontando una condanna – ha concluso Lorefice – devono rappresentare la regola e non un’eccezione concessa da poche strutture virtuose».





























