Mussomeli – Sulla questione della installazione delle reti sul castello di Mussomeli, dopo la richiesta di sospensione dei lavori a firma di quattro tecnici, indirizzata fra gli altri, alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, perentoria la risposta della soprintendente, arch. Daniela Vullo. Che sostanzialmente demanda al comissario di Governo per il Contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, la responsabilità della decisione. Infatti, dopo che la Soprintendenza aveva posto il divieto di utilizzo di pannelli in fune, a novembre del 2023, il commissario comunicava “l’impossibilità di attuazione di tale prescrizione”. Motivando tale comunicazione con ampia relazione tecnica a firma del capogruppo del raggruppamento temporaneo di tecnici incaricati della progettazione esecutiva dei lavori. Laddove si evidenziava che il parere della Soprintendenza impediva, di fatto, che si raggiungesse lo scopo del progetto, ovvero la stabilità dell’ammasso roccioso, con eliminazione del rischio. La soprintende, dunque, a fronte della comunicazione, si è limitata a “prendere atto di quanto stabilito dal Commissario di Governo, senza emettere alcun nuovo parere”.
Altrettanto perentoria la replica dei firmatari della diffida, arch. Giovanni Crisostomo Nucera; prof. Leandro Jannì; ing. Giuseppe Gaeta; arch. Alessandro Ferrara. Che, sembrerebbe, abbiano appreso dalla stampa, la risposta a firma della soprintendente Vullo. E non per via ufficiale.
“La salvaguardia e la tutela dei beni monumentali competono, in via esclusiva, alle Soprintendenze, quali organi preposti alla vigilanza in materia di beni culturali. L’esercizio delle funzioni di salvaguardia deve ispirarsi ai princìpi di imparzialità, autonomia tecnica e indipendenza di giudizio, senza possibilità di assoggettamento ad alcuna forma di condizionamento o compromesso che possa pregiudicare la corretta applicazione delle disposizioni di tutela. Non può esserci alcun interlocutore, portatore di interessi, in grado di sovvertire un parere corretto e coerente già espresso. Per questo motivo è indispensabile che venga imposto il primo parere dato dalla Soprintendenza al progetto di messa in sicurezza della rupe del castello. Tale parere diventa atto vincolante, poichè garantisce che il valore storico-artistico del bene prevalga su logiche diverse dalla pura conservazione. Se si ritiene che permanga un problema legato all’incolumità fisica dei visitatori, il castello può essere inibito alle visite fino a conclusione dei lavori che saranno portati a termine, dopo ogni necessario approfondimento utile al mantenimento dell’aspetto esteriore del monumento, nella fattispecie, composto dal raro unicum di rocca e maniero assieme”.
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