Caltanisetta – Scattano misure cautelari sull’onda di un’indagine dei carabinieri che già, a luglio, ha dato vita al sequestro di tre case per anziani. Ora, per i responsabili delle tre strutture interessate, è stato disposto il divieto di esercizio d’impresa per la gestione e conduzione di comunità alloggio e di case di riposo per anziani, il divieto di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche e delle stesse imprese e, infine, di esercitare la professione di operatori socio-sanitari per la durata di dodici mesi. Per loro la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari. Nessuna misura, invece, per otto operatori – assistiti dagli avvocati Massimiliano Bellini, Francesca Assennato e Aldo e Marco Bellomo – per i quali il pm aveva chiesto l’obbligo di dimora
I tre – assistiti dagli avvocati Giuseppe Panepinto e Michele Ambra – a capo della “Regina di Sicilia Residenza per anziani”, la “Casa dei gerani 2” e “La Stella residenza per anziani, tutte strutture di Caltanissetta – poi affidate a un amministratore giudiziario che le ha chiuse per mancanza di liquidità – erano già indagati per abbandono di persone incapaci aggravato dall’aver cagionato lesioni personali agli ospiti. Anche se la situazione dei tre centri sarebbe eterogenea quanto a presunte violazioni. Come ad esempio, la presenza di un presunto focolaio di scabbia che, per l’accusa, sarebbe stato gestito senza osservare i protocolli sanitari dell’Asp, e che non avrebbe riguardato la “Regina di Sicilia”. Così come uno dei presunti casi di lesioni ai danni di una ospite e, dall’accusa, ritenuto chiave.
Secondo la tesi degli inquirenti, vi sarebbe stato un solo operatore socio-sanitario per decine di anziani non autosufficienti, spalmati su più piani, durante tutto il turno di notte, dalle 19 alle 7.
Intercettazioni ambientali, telefoniche e riprese video avrebbero confermato una regolare violazione nella cura degli anziani, solo per contenere i costi. L’organico, secondo gli inquirenti, sarebbe stato del tutto insufficiente rispetto agli standard di legge.
Per l’accusa, con un distinguo tra le strutture, gli anziani sarebbero lasciati per ore nei letti sporchi di feci e urine o caduti a terra e soccorsi solo dopo un bel po’ di tempo e tenuti al caldo torrido senza climatizzatori , con conseguenti episodi di colpi di calore.





























