Caltanissetta – Assolto il sospetto ladro di corrente… che ladro non era. Già, perché l’accusa era di essersi allacciato abusivamente alla rete elettrica pubblica. Con, sullo sfondo, l’aleggiare di un presunto contratto fittizio di fornitura di energia elettrica stipulato con un ottantaduenne nisseno, A.F., proprietario della casa – diverso dall’imputato che vi ha abitato – tra il primo luglio del 2019 e il 22 agosto del 2023.
Corrente a sbafo, quella di cui avrebbe goduto tre anni addietro l’accusato che avrebbe avuto in uso l’immobile, per qualcosa come ben oltre 9 mila euro. Ma alla fine le contestazioni non hanno retto.
Sì perché l’imputato (assistito dall’avvocato Rosario Didato), un quarantunenne d’origine torinese, C.N., ma domiciliato nel cuore del centro storico nisseno, è stato assolto. Secondo lo stesso giudice, Giuseppina Chianetta, non si sarebbe raggiunta la prova della colpevolezza. E così come chiesto dalla difesa, l’ipotesi di furto aggravato non ha retto.
I fatti che sono stati al centro del procedimento risalgono all’agosto di tre anni fa. È stato allora che in un appartamento del centro storico, appartenente a un ottantaduenne nisseno, sarebbe stata scoperta la manomissione del contatore, a cui era stato poi collegato un cavetto a due fili per alimentare la casa in questione.
I funzionari di servizio elettrico nazionale, società di gestione, hanno quantificato il danno in 9.345 euro. Ma non v’è prova che a manomettere quel misuratore sia stato il quarantunenne. Da qui, come sollecitato dalla difesa, il verdetto di non colpevolezza nei suoi confronti.































