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Inchiesta “Scacco”, il Riesame scarcera l’ex sindaco di Sommatino: obbligo di dimora per Letizia e resta ai domiciliari l’imprenditore Caramazza

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Sommatino – L’ex sindaco di Sommatino lascia gli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha alleggerito la misura cautelare per Salvatore Letizia – dimessosi dopo l’operazione «Scacco» dei carabinieri – sostituendola con l’obbligo di dimora sempre a Sommatino.

L’inchiesta ha coinvolto complessivamente otto indagati per un presunto giro di tangenti e appalti pilotati.

Rimane, invece, ai domiciliari l’imprenditore favarese Diego Caramazza – assistito dall’avvocato Giuseppe Barba –  indagato per corruzione. Per lui i giudici del Riesame hanno rigettato la richiesta di revoca presentata dalla difesa, ma hanno al contempo respinto l’appello del pubblico ministero, che chiedeva la custodia cautelare in carcere. Una misura che, originariamente, la procura aveva chiesto anche per l’ex capo della giunta.

Gli avvocati Vincenzo Vitello e Adriana Vella, che assistono Letizia, hanno già preannunciato il ricorso in Cassazione non appena verranno depositate le motivazioni del Riesame. L’obiettivo è il totale annullamento delle misure. La difesa ha contestato sia i gravi indizi di colpevolezza, che le esigenze cautelari.

Sul fronte dell’accusa di concussione – legata alle presunte richieste estorsive ai commercianti in occasione della “Sagra dell’Agricoltura” – la difesa ha sottolineando come alcuni esercenti abbiano dichiarato agli inquirenti di non aver subito alcuna pressione, indicando la quota come un contributo volontario previsto dal bando.

Altro capitolo dell’inchiesta riguarda il presunto spacchettamento degli appalti per il restauro di Villa Garibaldi, escamotage che, secondo carabinieri e procura di Caltanissetta, sarebbe servito a eludere il codice dei contratti.

Anche su questo punto i legali hanno sostenuto l’assenza di riscontri in relazione alla presunta mazzetta da 15 mila euro che Letizia avrebbe intascato da Caramazza, così come l’avrebbero ricevuta anche il responsabile dell’ufficio tecnico e a un architetto coinvolto nell’affare.

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