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Investita mentre attraversa con le cuffie: pedone condannata al cinquanta per cento di colpa

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Caltanissetta – Attraversava la strada con gli auricolari nelle orecchie e fuori dalle strisce pedonali. È bastato questo, per il tribunale di Caltanissetta, per dimezzare il risarcimento a una donna trentasettenne investita nel 2019 nel capoluogo nisseno.

Sì, perché la sentenza emessa dal giudice Cesare Zucchetto, ha chiuso una vicenda giudiziaria che si trascinava da sette anni, tra perizie contro, un intervento dell’Inps e altro ancora.

Tutto ha avuto inizio il 6 marzo 2019. Erano da poco passate le due del pomeriggio. La donna stava attraversando la strada, da destra a sinistra rispetto al senso di marcia. Le strisce pedonali più vicine erano a una ottantina di metri. Il pedone indossava le cuffiette alle orecchie. Ad investirla è stata un’Alfa Romeo 159. Dopo l’impatto la donna è finita a terra, perdendo i sensi.  È rimasta ricoverata all’ospedale sant’Elia per diverso tempo.

E dalla consulenza tecnica d’ufficio è poi emerso un danno biologico del 25 per cento, lussazione alla spalla, ma soprattutto un disturbo post traumatico cronico severo, aggravatosi nel tempo fino a un vero e proprio scollamento dalla realtà. La perizia psichiatrica avrebbe accertato che la donna avrebbe interrotto ogni rapporto sociale. Circostanze che avrebbero indotto il giudice ad aumentare il risarcimento del ventinove per cento per personalizzazione del danno.

Poi la lunga battaglia legale. Per l’investita, la responsabilità sarebbe stata è tutta dell’automobilista. Per l’Axa assicurazioni – assistita dall’avvocato Rosario Didato- chiamata in causa come compagnia del mezzo coinvolto, sarebbe stata la donna a piombare sull’auto, come dimostrerebbero – secondo la tesi della stessa compagnia – i danni sulla fiancata destra e non nella parte anteriore. Poi l’Inps nell’ottobre 2024 è entrata nel processo per tentare il recupero, in forma di rivalsa, oltre 160 mila euro versati alla donna come assegno di invalidità civile, riconosciuta con una riduzione della capacità lavorativa del 75 per cento.

Il giudice, alla fine, ha deciso per il concorso di colpa al 50 per cento. Sì, perché il pedone avrebbe violato l’obbligo di precedenza attraversando fuori dalle strisce pedonali

Nel concreto, il risarcimento complessivo, con il taglio per il concorso di colpa, si è fermato a poco più di 90 mila euro, oltre interessi.

Per l’Inps, invece, la domanda di rivalsa è stata dichiarata prescritta, perché l’ente ha fatto valere il proprio diritto oltre sei anni dopo l’incidente. Troppo tardi. E la stessa Inps dovrà sborsare anche le spese legali sostenute da Axa.

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