Mazzarino – Domiciliari con il braccialetto elettronico per Marcello Sanfilippo, 57 anni, fratello del capoclan della stidda di Mazzarino. A concederli è stato il tribunale del riesame di Caltanissetta, per motivi di salute.
Sanfilippo – assistito dagli avvocati Agata Maira e Martina Petrantoni – era in cella dal settembre di cinque anni fa. Il «Riesame» gli ha concesso di lasciare il carcere dopo tre rigetti e altrettanti annullamenti da parte della Cassazione.
È detenuto sull’onda della maxi inchiesta dei carabinieri, nome in codice «Chimera», dossier sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Nel settembre del 2021 il blitz ha fatto scattare oltre cinquanta arresti e azzerando il clan Sanfilippo , al vertice della stidda mazzarinese.
Nel maggio scorso, in appello, Sanfilippo è stato condannato a diciotto anni di reclusione, perché ritenuto reggente della cosca. Gli erano state contestate anche le ipotesi di estorsione aggravata dai metodi mafiosi, danneggiamento aggravato, rapina, detenzione di armi, ricettazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche ed evasione dai domiciliari.
Nel mirino dei magistrati, a due riprese, è entrato anche il suo patrimonio. Marcello Sanfilippo e il figlio Calogero, pochissimi giorni fa, hanno subito un secondo sequestro di beni. Più in dettaglio, trenta terreni e due immobili, per un valore di duecentomila euro.
Ad aprile la sezione misure di prevenzione del tribunale nisseno aveva disposto un primo sequestro, molto più consistente. In particolare tre imprese, due immobili, cinquantanove terreni, tredici mezzi, macchine agricole e conti, per un valore di oltre un milione di euro.































